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Olimpiadi estive: Sala sfida Gualtieri. "Deciderà il Coni"

Avanti col dossier contro Roma-Napoli. Gara su San Siro: "Coscienza a posto"

Olimpiadi estive: Sala sfida Gualtieri. "Deciderà il Coni"
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Beppe Sala rilancia la candidatura di Milano, Torino e Genova ad ospitare le Olimpiadi estive del 2036 (o 2040), il tridente del Nord. A metà aprile il sindaco con i colleghi Stefano Lorusso e Silvia Salis e i governatori Fontana, Cirio e Bucci aveva aperto il "cantiere". Ieri, a margine della consegna dell'Ambrogino d'Oro alle campionessa olimpica di sci Federica Brignone, è tornato all'attacco. Non vuole cedere la sfida ai sindaci Pd di Roma Roberto Gualtieri e di Napoli Gaetano Manfredi, le altre due grandi città dove si vota nel 2027. "Ne ho parlato proprio recentemente con il sindaco di Torino Lorusso. Io capisco che ci sia una seria candidatura romana, o forse di Roma in ticket con Napoli - spiega - ma credo che sia giusto che noi portiamo avanti la nostra tanto la scelta alla fine non è politica, ma come è stato già per i Giochi invernali, deriva dagli organi costituenti del Coni che votano". Ricorda che "anche per l'assegnazione della candidatura italiana del 2026 si è votato da una parte la proposta presentata da Torino da sola e dall'altra il dossier Milano Cortina, quindi non c'è da scandalizzarsi se ci saranno due proposte". E "posto che i tempi sono incerti, prima della fine del mandato vorrei fare la mia parte affinchè la nostra proposta Milano-Torino-Genova, ma l'ordine delle città è relativo, sia una proposta seria". Resta il nodo dello stadio, per ora solo Roma ha un impiato olimpico, per le gare di atletica. "C'è il problema stadio, è un tema da affrontare, se non si trovano soluzioni è difficile immaginare che la candidatura sia forte".

E a proposito di stadio, nei giorni scorsi sono ri-scoppiate polemiche da parte dei comitati ambientalisti e del fronte Salva Meazza contro la demolizione della biglietteria sud. E rimangono in attesa della sentenza del Tar sulle procedure di vendita a Milan e Inter, su cui indaga anche la Procura. "A chi obietta che i tempi di gara erano troppo stretti ribadisco che è un'obiezione generica e noi non eravamo nemmeno tenuti a fare una gara. Faccio un'osservazione: chi dice" vedi il promoter Carlo Trotta che presentato un esposto "che i tempi erano brevi e non ha potuto partecipare faccio presente che sono tutte sciocchezze, se qualcuno avesse voluto partecipare era semplicissimo, bastava che chiedesse una proroga. Questo prova che non c'era interesse, questa è la verità storica. Proveranno a dire tutto quello che vogliono, però noi siamo con la coscienza più che a posto".

Sarà infine Roberto Colangelo, dirigente dell'assessorato al Bilancio, a sostituire nel cda della Fondazione Milano Cortina il dg del Comune Christian Malangone, nominato da Sala nel board di Atm. "Sarà ancora una persona interna perché siamo nella fase di definizione dei conti finali - ha spiegato Sala - e voglio che qualcuno che faccia gli interessi del Comune. Ricordo che il bilancio di Expo si chiuse alcuni anni dopo, con la restituzione di fondi ai finanziatori. Se con le Olimpiadi non sarà così, in ogni caso va molto limitato spero il contributo che gli enti locali devono dare". Una scelta contestata dal presidente Pd della Commissione Legacy Olimpiadi Alessandro Giungi: "Il sindaco perde l'ennesima occasione di privilegiare una voce autorevole indipendente". La sua proposta era di nominare il direttore di Altraeconomia Duccio Facchini, "un soggetto esterno e indipendente dall'amministrazione" ma "è stata ignorata da Sala. Le preziose e mai smentite inchieste di Altraeconomia sui Giochi 2026, la grande attenzione di Facchini ai bilanci della Fondazione e al tema extracosti mi avevano fatto ritenere che la richiesta venisse accolta.

Male ho fatto a illudermi". E Giungi assicura: "Mi impegnerò affinchè i cento milioni di euro accantonati per eventuali deficit di bilancio della Fondazione servano per scuole, impianti sportivi, case popolari e non per sanare perdite altrui".

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