Omicidio di Monza: spunta l’eredità

Nel mirino della polizia persone molto vicine alla donna uccisa. In ballo un lascito di 40mila euro per uno dei figli della vittima

Omicidio di Monza: spunta l’eredità

Denaro, vecchie ruggini, tensioni mai sopite nonostante il trascorrere del tempo ed esplose all’improvviso fino a scivolare nella tragedia. Ci potrebbero essere dei contrasti legati a un’eredità dietro l’omicidio di Rita Bestetti, la vedova 66enne uccisa la sera del 6 giugno scorso a Monza nel suo appartamento al terzo piano di uno stabile di via Pellegrini (nel quartiere Cederna) e il cui cadavere venne ritrovato la mattina successiva dal figlio maggiore. Immediatamente dopo la scoperta del delitto i sospetti degli investigatori della squadra mobile si sono incentrati sulla cerchia famigliare della donna. Che (questa sembra ormai una certezza) ha aperto la porta di casa al suo assassino perché lo conosceva bene e non lo temeva. Certo non pensava la Bestetti che quella persona avrebbe perso la calma e - approfittando dell’assenza momentanea del figlio adottivo, il 28enne Alessandro (l’unico rimasto a vivere con la madre), nonché del volume alto della televisione - si sarebbe avventato su di lei, prima stordendola con un ferro da stiro per poi finirla con una coltellata alla gola. E quindi fuggire. Non senza prima aver aperto i rubinetti del gas, probabilmente per provocare uno scoppio e cancellare ogni traccia del proprio passaggio: una «precauzione» rivelatasi inutile, visto che la morta teneva aperte tutte le finestre e l’assassino non ha provveduto a chiuderle.
La polizia ha sondato subito gli alibi dei tre figli della donna, il 38enne Omar (che ha ritrovato il cadavere della madre dopo che, dalla mensa dove la donna lavorava per arrotondare la pensione, non vedendola arrivare, avevano avvertito la cognata) seguito dal 36enne Igor e da Alessandro, 29 anni. I tre giovani, molto affezionati alla signora Rita, sembrano non c’entrare proprio nulla con il suo assassinio. Così i sospetti si sono allargati alla sfera di conoscenza di questa vedova che amava ballare il liscio e vestire bene, ma non era una donna frivola e tanto meno facile. In un primo tempo gli investigatori hanno pensato a un amico, magari un uomo respinto o congedato dopo un breve flirt. Tuttavia le indicazioni dei figli, in questo senso, si sono rivelate molto precise: «Nostra madre non aveva relazioni: lo avremmo saputo. Non ha mai portato a casa un uomo». E difatti sembra non esistesse alcun «amico» particolare nella vita di Rita Bestetti. Una donna che avrebbe potuto, secondo gli inquirenti, aver sottovalutato una vecchia rimostranza. Un suo parente, infatti, pare reclamasse da tempo parte di un’eredità (si parla di circa 40mila euro) lasciata a uno dei figli della donna da un altro loro famigliare deceduto qualche anno fa. Quest’uomo era convinto che quel denaro gli spettasse di diritto. E più volte ne aveva parlato alla vedova che, però, gli aveva fatto presente come non ci fossero dubbi, visti i documenti notarili, su chi era il destinatario di quel piccolo patrimonio.
Questo parente non si sarebbe mai messo l’anima in pace e avrebbe continuato a tormentare la povera Rita che, da donna decisa a rivendicare i sacrosanti diritti del figlio qual era - l’avrebbe sempre rimandato al mittente. I sospetti degli investigatori si starebbero incentrando su quest’uomo. E non si esclude che presto, per lui, potrebbe scattare un fermo per omicidio volontario.

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