«Online e per tutti gli affari: è la democrazia del denaro»

Peggy Alford e la rivoluzione Paypal: «Una piattaforma per un mondo privo di contante ma con tanta ricchezza»

Marco Lombardo

Una piattaforma per tutti. Totale, per ogni tipo di business, che sia un rapporto commerciale, uno tra privati, una soluzione di e-commerce, oppure una raccolta fondi in crowdfunding. PayPal Commerce Platform nasce per questo, allargare in tutto il mondo e in tutti i business il suo sistema di pagamento protetto. «Per democratizzare l'uso del denaro» spiega Peggy Alford, senior vice president tornata da poco in azienda per sviluppare il progetto finale. Dopo una pausa dalle parti di Mark Zuckerberg: «Ho passato 15 anni in PayPal e quando facebook mi ha chiesto di lavorare nella loro fondazione non potevo dire di no. Ci sono stata 18 mesi, poi però non ho saputo rifiutare un progetto del genere. E sono tornata».

Che differenza ha trovato nel lavorare in due grandi aziende così grandi?

«È diverso l'obbiettivo, ma l'anima è quella».

Ovvero?

«A facebook lavoraro per i traguardi sociali: il progresso nella lotta alle malattia, dare possibilità a tutti i ragazzi di accedere all'educazione, ad iniziative sociali».

A PayPal invece si lavora sui soldi.

«Si, ma l'idea è creare soluzioni a cui tutte le persona possano accedere. È la democratizzazione del denaro, appunto».

Parliamo della nuova piattaforma, allora.

«Vuol dare un impulso al mondo dei commerci, con soluzioni a portata di chiunque ne abbia bisogno. In modo semplice e intuitivo. E utilizzando le qualità dell'intelligenza artificiale e del machine learning per aiutare le persone».

Un aiuto negli scambi di denaro.

«Di più: una grossa mano per monetizzare il proprio business rapidamente con servizi dedicati».

Questo vuol dire che lei immagina un mondo senza più banconote o monete.

«Certamente. La maggior parte delle nostre attività ormai si fanno con lo smartphone: lei pensi per esempio che in Asia più del 60 per cento delle transazioni ormai sono digitali».

Come faremo senza portafogli in tasca?

«Staremo meglio, se lei pensa che le transazioni tramite una piattaforma come la nostra possono avvenire in tutte le valute del mondo. Immediatamente».

C'è il problema della privacy.

«Vero. E come sa PayPal nasce proprio per questo, per difendere il proprio denaro che viaggia online».

Può rassicurarci?

«La ragione sociale di PayPal è che la privacy viene prima di qualsiasi innovazione. In Europa abbiamo adattato tutto al regolamento GDPR e prendiamo come riferimento queste regole anche per il resto del mondo. D'altronde...».

Dica.

«Ogni giorno sui nostri server viaggiano circa 27 milioni di dollari. E in meno di due secondi siamo in grado di valutare in modo sicuro centinaia di migliaia di dati per risalire immediatamente alle identità di chi si scambia denaro per garantire la certezza della transazione. La privacy non è un privilegio ma un diritto».

Lei oltre che manager è madre...

«Tre figli...».

Cosa può raccontare alle donne lavoratrici?

«Che ce la si può fare, avendo - devo dire - un marito come il mio che nonostante gli impegni mi sa aiutare. E poi dobbiamo imparare a darci delle priorità: va bene essere in carriera, ma in certi momenti il telefono va staccato».

E come leader d'azienda ha dei suggerimenti?

«Siate aperti, collaborativi. Imparate da chi vi sta intorno, distruibuite i compiti e abbiate chiaro l'obbiettivo. È la logica, in fondo, del mondo che PayPal sta costruendo».

Davvero?

«Certo. La democrazia del denaro vuol dire dare un'opportunità a tutti e aprirsi agli altri. Dare a tutti un occasione per far si che il mondo diventi migliore».