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Ora i giudici risequestrano il palazzo di Papiniano 48

Il Riesame non riconosce la buona fede del costruttore e mette i sigilli, dando ragione ai pm. Il gip li aveva tolti

Ora i giudici risequestrano il palazzo di Papiniano 48
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Contrordine: il palazzo di viale Papiniano 48 deve essere sequestrato. Il tribunale del Riesame infatti, su ricorso dei pm, ha disposto il sequestro preventivo del cantiere, dopo che il gip non aveva convalidato il provvedimento d'urgenza di novembre della Procura.

Se per il gip Sonia Mancini il costruttore e il direttore dei lavori, indagati in una delle molte inchieste sull'urbanistica per abuso edilizio e lottizzazione abusiva, avevano agito "in buona fede", per il giudici del Riesame (Galli-Nosenzo-Guadagnino) al contrario non c'è stato "affidamento incolpevole". È stato così accolto il ricorso dei pm Giovanna Cavalleri e Luisa Baima Bollone, con l'aggiunto Paolo Ielo. Nel non convalidare i sigilli all'edificio il giudice preliminare aveva sottolineato che gli indagati erano incolpevoli di fronte a "prassi comunali altalenanti", prima "reclamate" dal Comune e poi "rinnegate" per "motivi di opportunità" per l'apertura delle inchieste. Tuttavia ora il Riesame ribatte che la società costruttrice, "ben sapendo che il titolo edilizio non era idoneo, o comunque non essendo certa della idoneità del titolo", ha "ritenuto di iniziare e proseguire l'opera".

Per i giudici ancora, l'operatore avrebbe dovuto nutrire "più di qualche dubbio" sulla legittimità del titolo edilizio: una Scia per ristrutturazione senza piano attuativo, usata per trasformare un fabbricato di due piani in un'area vincolata in uno "differente" di dieci piani con cambio di destinazione d'uso e in "scostamento" dal Pgt. Nessun "affidamento incolpevole" dunque, anche perché si tratta di "un operatore economico esperto" e non è "ammissibile" riconoscerne la buona condotta sulla base di una loro "differente interpretazione" o "opinione" rispetto a "chiare e ribadite indicazioni". Si respingono tra l'altro le tesi difensive degli avvocati Alberto Sirani e Fabio Todarello. L'ordinanza del Riesame è "immediatamente esecutiva". Il cantiere tornerà sigillato, mentre la difesa potrà ricorrere in Cassazione. Nel procedimento sono indagati Salvatore Murè della Murè costruzioni e il progettista Mauro Colombo. Il Tribunale spiega che la decisione del gip sulla presunta buona fede "non coglie nel segno". Almeno da febbraio o al massimo maggio 2024 infatti i costruttori non potevano avere più dubbi sull'illegittimità del titolo, anche perché c'era stata una delibera di Palazzo Marino su quello e altri interventi dopo la maxi inchiesta. E non è "corretta la valutazione del gip", secondo cui "il Comune avrebbe in qualche modo legittimato la condotta" dei privati. Il sequestro è necessario per il Riesame, tra l'altro, perché c'è il rischio che i lavori "riprendano". Così le Famiglie sospese: "Il pendolo giudiziario oscilla drammaticamente. Dissequestro dal gip, poi sequestro ripristinato dal Riesame, altre volte è successo il contrario.

Posizioni legittime entrambe, ma noi famiglie continuiamo a essere le uniche a pagarne in prima linea le conseguenze". Infine: "Siamo in un vicolo cieco, non esiste una via d'uscita senza una norma chiarificatrice definitiva. Non possiamo più permetterci di restare nel limbo delle interpretazioni".

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