Gli errori degli arbitri rientrano nella normalità (rigori regalati a Juventus e Atalanta, espulsioni risparmiate a Cordoba e Santacroce), quelli degli assistenti no: troppi sbagli, molti decisivi. E tutti per quella molla interiore che li porta ad alzare la bandierina nei casi dubbi a dispetto delle raccomandazioni di Fifa e Uefa. Sui fuorigioco non ci siamo, anche in circostanze facili da interpretare. La lista si è aperta negli anticipi di sabato con la rete annullata ad Amoruso, la quarta per il Torino, e la palla-gol cancellata al Bologna nonostante la posizione regolare di Marazzina. Di Lanciani e Carrer i flop. Ieri pomeriggio è andata peggio. A Napoli i pur esperti Maggiani e Pirondini non ci hanno beccato nei momenti cruciali: il primo ha indotto Rosetti ad annullare una rete di Cassano, sarebbe stata quella dell1-1 per la Samp; il secondo ha segnalato un fuorigioco dello stesso Cassano che più passivo non poteva considerarsi. Roba da principianti.
Ma come definire principiante Copelli che, in Inter-Udinese, ha tolto a Floro Flores, abbondantemente tenuto in gioco da Maxwell, la possibilità di portare in vantaggio la squadra friulana? Analoga situazione a Verona e Genova con Pellissier e Sculli frenati sul più bello. Cè allora da chiedersi cosa non funziona fra gli assistenti che pure hanno un eccellente capo a disposizione: il mestrino Stevanato. Sarà bene che lui e Collina rivedano certe gerarchie.Ora qualcuno assista gli assistenti
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