Padre-mostro imprigiona e violenta la figlia per 30 anni

Un’altra storia orribile, un’altro caso che ricalca le orme terribili di Josef Fritzl, il padre-mostro austriaco condannato all’ergastolo per aver sequestrato e stuprato la figlia per 24 anni, dalla quale ha avuto sette figli.
Anche in questo nuovo incubo, in questa storia raccapricciante che arriva dall’Australia, il protagonista è un padre-mostro che per trent’anni ha segregato e violentato la figlia, dalla quale ha avuto quattro figli.
La storia, con le sue choccanti e sconcertanti rivelazioni, è stata raccontata dal quotidiano australiano «Herald Sun» di Melbourne.
L’uomo, che ha più di sessant’anni e su cui pendono ottanta capi d’accusa, il prossimo mese di novembre comparirà davanti ai giudici. Il padre-padrone era già stato arrestato nel febbraio scorso, quando le manette erano scattate alla luce della serie di agghiaccianti dichiarazioni che la figlia aveva fatto agli investigatori della polizia dello stato di Victoria. Il padre-mostro, però, si è sempre difeso respingendo le spaventose accuse. Ha sempre negato i fatti narrati fra le lacrime dalla figlia all’autorità giudiziaria.
Ma la svolta in questa atroce vicenda è arrivata con i risultati del test del Dna ordinato dagli inquirenti: l’esito dell’esame ha confermato la sua paternità sui figli avuti dalla donna. E questa è stata l’architrave dell’accusa che gli è costata l’incriminazione.
Secondo un’iniziale ricostruzione, il padre-mostro cominciò ad abusare della figlia negli anni Settanta, quando era ancora una bambina di soli 11 anni. Da allora, per questa ragazzina la vita è stata un inferno, vittima dalla furia e della brutalità del padre, in un’esistenza costellata di soprusi, minacce di morte, segregazioni e stupri. La ricattava dicendole che avrebbe fatto violenza anche alla madre se lei avesse rotto il muro di silenzio, paura e terrore nel quale la teneva prigioniera. Interrogata a più riprese la moglie, che vive con i nipoti e la figlia nella stessa casa del padre-mostro, ha affermato di non essersi mai accorta di nulla, di non sapere niente e di non aver mai nutrito il minimo sospetto sul comportamento del marito. Nulla trapela dalla famiglia anche sui quattro bambini nati dalla relazione incestuosa e violenta del padre con la figlia. Gli inquirenti, dagli elementi raccolti durante la complessa e lunga attività di indagine, hanno appreso soltanto che uno sarebbe morto subito dopo il parto e che gli altri tre figli hanno tutti problemi di salute. La polizia ha accertato che tutti sono nati in ospedale, ma ha verificato che sui certificati di nascita non compare mai il nome del genitore. In un’Australia sotto choc, questa spaventosa storia ha innescato anche delle polemiche, dopo che il ministro dei servizi alla comunità, Lisa Neville, che ha ordinato un rapporto urgente sul caso: «Non so quale coinvolgimento abbiano avuto la polizia, il mio dipartimento o altre agenzie, negli ultimi 30 anni, ma occorre fare chiarezza su questa terribile vicenda».

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