Caro navi, protesta degli autotrasportatori: porti bloccati

Dopo le polemiche sul caro-voli, dalla mezzanotte di oggi è scattata la protesta degli autotrasportatori per il rincaro del 20% di tutti i biglietti dei traghetti

Non c'è stato neanche il tempo di mettersi alle spalle le polemiche sul caro-voli, che è cominciata alle 7 di stamattina l'annunciata protesta indetta dagli autotrasportatori siciliani contro il caro navi per la Sicilia e la Sardegna. A Catania diverse decine di aderenti alle diverse associazioni di categoria e del movimento dei Forconi, hanno indetto la manifestazione e stanno presidiando l'ingresso Darsena del porto, vicino la zona del Faro Biscari. Non si registrano, al momento, rallentamenti nella circolazione stradale e nell'ingresso al porto.

La protesta è iniziata comunque intorno alla mezzanotte, quando gli autotrasportatori hanno iniziato a spostarsi in direzione dei porti di Palermo, Termini Imerese e Catania. Un blocco "pacifico" che interesserà però soltanto gli autotrasportatori. Tutti coloro che dovranno fare rientro verso Genova o altre destinazioni non avranno problemi. "Se riceveremo risposte tutto resterà così, altrimenti prevediamo un inasprimento della protesta", spiega Salvatore Bella, presidente degli Autotrasportatori italiani, a capo di un'azienda di trasporti di Campobello di Licata (Ag). "Se fino al 31 dicembre il biglietto ci costava 1000 euro, solo andata, adesso ci costerà 1200 euro", continua Bella.

Il rincaro dei biglietti dei traghetti e la conseguente protesta degli autotrasportatori, parte da una normativa europea, l'Imo 2020. L'International Maritime Organisation, la normativa entrata in vigore dall'1 gennaio, che a tutela dell'ambiente obbliga tutte le navi a ridurre le emissioni di ossidi di Zolfo dell'85 per cento. Con questa nuova normativa, gli armatori sono costretti a utilizzare dei macchinari per ripulire il carburante. In alternativa li obbliga all'acquisto di un carburante già ripulito dallo zolfo. E tutte queste soluzioni hanno un costo maggiore. Ed è per questo che le compagnie Grimaldi, Tirrenia e Navi Veloci, hanno aumentato le tariffe dei biglietti del 20 per cento.

"Hanno deciso di far pagare a noi la normativa Ue - aggiunge ancora il presidente degli autotrasportatori -. Questo è un settore che in Sicilia conta 111.675 imprese di autotrasporto - spiega Bella - diamo lavoro a più di 200 mila persone, ma soprattutto senza di noi l'economia siciliana non può circolare vista la situazione dei trasporti". La protesta come abbiamo detto è iniziata da mezzanotte, ma è arrivata dopo un attesa di due settimane: "Abbiamo aperto la vertenza prima di Natale - continua Bella - da allora non abbiamo avuto nessuna notizia della ministra ai Trasporti, Paola De Michele, e non abbiamo mai sentito nulla neanche da Giancarlo Cancelleri". "Così mette in ginocchio soprattutto l'agricoltura siciliana, già vessato dal caro trasporti e dalle infrastrutture come la Palermo - Catania, interrotta per i mezzi pesanti per la chiusura del viadotto Cannatello. Se non riceveremo risposte concrete, la protesta si allargherà".

Intanto arrivano i primi messaggi di solidarietà dalla politica siciliana: "Agli autotrasportatori siciliani va la solidarietà del mio governo. Abbiamo già chiesto a Roma un incontro urgente e restiamo in attesa della convocazione", ha detto il presidente Nello Musumeci, il primo a parlare del caro-navi.

Vicinanza agli autotrsportatori è stata espressa anche da Vincenzo Figuccia, deputato regionale dell'Udc. "Sarò a loro fianco domani nelle iniziative di sciopero programmate - ha annunciato Figuccia - la Sicilia e così anche gli autotrasportatori pagano già un costo abnorme per trasferire merci e prodotti nel resto del Paese e in Europa a causa della marginalità della nostra regione. Non è tollerabile che il governo Conte faccia orecchie da mercante su questo tema. È indispensabile un'iniziativa seria per agevolare l'autotrasporto con misure per defiscalizzare i carburanti e calmierare i prezzi dei pedaggi".

"Sacrosante sono le richieste avanzate dagli autotrasportatori al governo nazionale - sottolinea in una nota Unicoop Sicilia, l'associazione delle cooperative -, dallo stanziamento di fondi per l'autotrasporto siciliano all'istituzione di un tavolo tecnico permanente per risolvere il problema dell'aumento dei voli marittimi e della chiusura del tratto autostradale PA-CT".

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