Mafia, sequestro da 1,5 milioni al boss Salerno

I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo hanno eseguito un provvedimento di sequestro nei confronti di Luigi Salerno, storico boss della famiglia mafiosa di Palermo Centro

Beni per un valore di oltre un milione e mezzo di euro, tra cui una focacceria e una tabaccheria, sono stati sequestrati dai finanzieri di Palermo. I beni sono riconducibili al boss settantenne Luigi Salerno, storico esponente della famiglia mafiosa di Palermo-Centro. Il provvedimento è stato emesso su richiesta della Procura, dal tribunale di Palermo. Salerno è stato condannato nel 1999 a 6 anni dalla Corte di Appello di Palermo per associazione di tipo mafioso e nuovamente condannato con sentenza della Corte d’Appello di Palermo nel 2007, per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso e di estorsione a 9 anni di reclusione.

Diversi sono stati, nel tempo, i collaboratori di giustizia che hanno reso dichiarazioni sul conto di Salerno, tra i quali Salvatore Cucuzza che nel ’96 indicava proprio nel Salerno il “reggente” della famiglia mafiosa di Palermo Centro, mentre un altro collaboratore di giustizia, Marcello Fava, nel 2000 lo qualificava come “uomo d’onore” della famiglia di Palermo Centro.

Già in passato Luigi Salerno è stato destinatario di un procedimento, culminato nel gennaio 2015 con l’emissione, da parte del tribunale di Palermo, di un decreto di sequestro di disponibilità finanziarie e patrimoniali per un valore stimato di oltre 10 milioni di euro. A seguito di ulteriori indagini, nel maggio 2018 le Fiamme Gialle hanno arrestato Salerno e un suo sodale per il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso, nei confronti dei titolari di una storica attività commerciale palermitana operante nel settore dell’abbigliamento, con canali di vendita all’ingrosso ed al dettaglio. Nello stesso anno, inoltre, sono stati attivati ulteriori accertamenti, che hanno consentito di ricondurre alla sua disponibilità altri compendi aziendali e immobili.

Sulla scorta degli ulteriori accertamenti svolti dagli specialisti del Gico della guardia di finanza, il tribunale di Palermo ha disposto il sequestro di 2 imprese (una tabaccheria situata nel quartiere Zen e una focacceria con sede nella zona turistica di via Maqueda) e di 5 immobili (nei quartieri Brancaccio e Capo) e formalmente intestati a prestanome, per un valore stimato di circa 1,5 milioni di euro.

Il tribunale ha infatti ritenuto, che i beni oggetto del sequestro fossero in concreto nella disponibilità di Salerno e che comunque, tali investimenti non fossero il frutto dei risparmi derivanti da redditi fiscalmente dichiarati dai rispettivi nuclei familiari, sostenendo che i "beni aggrediti costituissero il frutto o il reimpiego di guadagni provenienti da attività illecite".

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