Il Papa: il progresso? Non ci salva da catastrofi

Nell'omelia pronunciata, Benedetto XVI dice: "Insieme con il progresso non è cresciuto soltanto il bene, ma sono aumentate anche le possibilità del male"

Il Papa: il progresso? 
Non ci salva da catastrofi

Roma - Insieme con il progresso "non è cresciuto soltanto il bene" ma "anche le possibilità del male sono aumentate e si pongono come tempeste minacciose sopra la storia". È questo uno dei messaggi lanciati dal Papa, nell'omelia pronunciata dopo la celebrazione liturgica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore in piazza San Pietro. "Da sempre gli uomini sono stati ricolmi - e oggi lo sono quanto mai - del desiderio di "essere come Dio", di raggiungere essi stessi l’altezza di Dio - ha spiegato Benedetto XVI - In tutte le invenzioni dello spirito umano si cerca, in ultima analisi, di ottenere delle ali, per potersi elevare all’altezza dell’Essere, per diventare indipendenti, totalmente liberi, come lo è Dio. Tante cose l’umanità ha potuto realizzare: siamo in grado di volare. Possiamo vederci, ascoltarci e parlarci da un capo all’altro del mondo". "E tuttavia, la forza di gravità che ci tira in basso è potente - ha proseguito - Anche i nostri limiti sono rimasti: basti pensare alle catastrofi che in questi mesi hanno afflitto e continuano ad affliggere l’umanità". E per questo - ha detto il Papa - il progresso scientifico e tecnologico non è riuscito a salvarci dalle "tempeste minacciose" che ancora gravano "sopra la storia".  Oltre 40 mila persone hanno ascoltato il messaggio del Papa in piazza San Pietro per la messa celebrata in occasione della domenica delle Palme. L’uomo - ha concluso il Papa - desidera raggiungere le altezze di Dio, ma non sempre le grandi conqueste della tecnica ci rendono liberi e sono elemento di progresso: i nostri limiti sono rimasti, basti pensare alla catastrofi che in questi mesi hanno afflitto e continuano ad affliggere l’umanità.