Nuova stretta del centrodestra sull'immigrazione. Due proposte, una di Fdi e una della Lega, una al primo ok, l'altra presentata. Due proposte che vanno nella stessa direzione: un giro di vite sul tema dei flussi migratori e dei problemi di sicurezza collegati.
Con 148 voti a favore (anche i vannacciani) 99 contrari e due astenuti, ieri, la Camera ha dato il suo via libera per esaminare con procedura d'urgenza la proposta di legge della Lega che punta a inasprire le norme sulla cittadinanza. Primo firmatario il deputato leghista Igor Iezzi, la proposta del partito di Matteo Salvini (foto) stabilisce che l'iter per l'ottenimento della cittadinanza sia sospeso per quei minori stranieri nati in Italia che si sono macchiati di determinati reati. Il provvedimento riguarda soprattutto chi commette delitti contro la persona o contro il patrimonio oppure traffico e detenzione illeciti di stupefacenti. Ma non solo. Se finora la revoca della cittadinanza era prevista solo in caso di reati di terrorismo ed eversione, ora vengono considerati anche i casi di omicidio e la violenza sessuale. Secondo il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, «l'approvazione dell'iter veloce per la proposta di legge della Lega sulla concessione e la revoca della Cittadinanza agli stranieri è un segnale molto forte». Il ministro non ha dubbi: «Chi entra nel nostro Paese deve rispettare le nostre leggi e i nostri valori. È la politica dei fatti, da altri solo sparate demagogiche». La proposta di legge, infatti, prevede anche un esame di integrazione con cui si verifichi la conoscenza della lingua italiana e delle nostre norme. «La Lega ha depositato una proposta di legge che introduce criteri più rigorosi per l'acquisizione della cittadinanza, riaffermando un principio semplice ma fondamentale: essere italiani è un privilegio che si conquista dimostrando di meritarlo», dichiara il deputato leghista Riccardo Marchetti.
Sempre ieri, invece, Fdi ha presentato una proposta di legge che prevede non solo la revoca della cittadinanza, ma soprattutto il rimpatrio di chi è stato condannato in via definitiva. «Con questa proposta di legge di Fratelli d'Italia finalmente gli immigrati condannati e detenuti in Italia sconteranno la pena nei Paesi d'origine», ha detto Galeazzo Bignami, capogruppo dei deputati meloniani. «La misura potrebbe riguardare fino a circa 13.900 detenuti, pari al 68% della popolazione carceraria straniera, contribuendo concretamente a ridurre il sovraffollamento, contenere i costi per lo Stato e rafforzare la certezza della pena e la sicurezza delle nostre città», ha aggiunto sottolineando che questo intervento è stato «possibile soprattutto grazie alle modifiche ottenute da Giorgia Meloni in sede europea».
La deputata Sara Kelany, responsabile immigrazione del partito, poi spiega: «Estendiamo la revoca, già prevista per le condanne per terrorismo ed eversione, a tutti i reati previsti dall'articolo 407 del codice di
procedura penale». Tale revoca viene estesa anche a chi «l'ha acquisita per naturalizzazione, matrimonio, e ai figli che l'hanno acquisita per naturalizzazione dei genitori», senza distinzione tra immigrati regolari e irregolari.