Il centrodestra sta cercando di mettere un argine ma si moltiplicano i casi in cui si va ostinatamente nella direzione contraria rispetto all’integrazione.
Mentre a livello nazionale vengono strette le maglie sul rispetto della neutralità e della sicurezza nelle scuole, a livello locale si registrano iniziative di segno opposto negli spazi pubblici.
Si nota un marcato contrasto tra la linea tracciata a Roma e il caso del Lido di Salorno, nella provincia autonoma di Bolzano, dove dalla prossima settimana la struttura verrà riservata, il lunedì dopo l’orario di chiusura, alle donne islamiche. L’accordo con l’associazione locale «Armonia» consentirà l’accesso per un’ora senza altri utenti e l’utilizzo del burkini, il costume da bagno integrale già oggetto di divieti in diverse località europee per ragioni di sicurezza.
Il caso altoatesino si inserisce in una cornice nazionale in cui l’orientamento delle istituzioni centrali è rivolto alla neutralità negli spazi pubblici, tanto che il ministro Giuseppe Valditara (foto) ha fatto sapere che è in programma un’iniziativa legislativa per impedire travisamenti che ostacolano il riconoscimento all’interno delle scuole. In questa direzione, la commissione Cultura della Camera ha approvato una risoluzione a prima firma Lega per garantire la neutralità delle istituzioni scolastiche, riaffermando il rispetto rigoroso delle norme di sicurezza con particolare riferimento proprio al divieto di burqa e di indumenti che non consentono l’identificazione.
«Sul burqa», e su ogni indumento simile che copre il volto, «non possono esserci ambiguità: il rispetto delle norme vigenti e delle esigenze di sicurezza vengono prima di tutto. La scuola è una comunità fondata sulla trasparenza, sul rispetto reciproco e delle regole comuni», ha dichiarato Giovanna Miele, deputata della Lega e firmataria della risoluzione approvata in commissione Cultura. «Vogliamo difendere la libertà educativa, il ruolo delle famiglie e il diritto degli studenti a ricevere una formazione libera da ogni forma di propaganda.
È questa la scuola che vogliamo: aperta al confronto, saldamente ancorata ai principi della Costituzione e rispettosa delle regole della Repubblica», ha aggiunto.
Mentre la risoluzione traccia la strada dell’integrazione piena, fondata sul rispetto delle norme, a Salorno si è scelta una strada opposta in cui le donne islamiche vivono gli spazi comuni solo tra di loro: una situazione definita dall’associazione promotrice come «un’opportunità per promuovere benessere, sport e inclusione», che però sembra l’opposto dell’inclusione, tanto da sollevare polemiche. Come evidenzia Silvia Sardone, europarlamentare e vicesegretario della Lega, «è una scelta senza senso che non favorisce assolutamente l’inclusione ma piuttosto alimenta la segregazione con le donne separate dagli uomini e obbligate all’uso di un costume integrale per motivi religiosi».
Raggiunto dal Giornale, il sindaco di Salorno, Roland Lazzeri, ha precisato che «come amministrazione non ne sapevamo neanche nulla», in nome dell’autonomia garantita al gestore del Lido ma che comunque è un tema che «non merita nessuna importanza». Incalzato sul paradosso dell’integrazione davanti a un’iniziativa di questo tipo ha spiegato: «Non dico la mia opinione personale anche perché verrebbe comunque interpretata in maniera negativa da chi ne fa solo una tematica politica e di populismo».
