Ieri in una conferenza alla Camera sono stati annunciati i ricorsi che verranno presentati contro lo Stabilicum. Si tratta di 30 ricorsi che verranno depositati nelle rispettive Corti di appello basati su sei punti. Secondo Roberto Zaccaria, uno dei promotori della Rete del voto libero e uguale che coordina i ricorsi: «La legge è incostituzionale e per questo presentiamo una straordinaria macchina dei ricorsi». Entrando nel merito delle contestazioni, emergono tutte le debolezze dei ricorsi. La sentenza n. 35 del 2017 della Consulta ha riconosciuto che un premio di maggioranza può essere legittimo quando la soglia è ragionevole e il sacrificio della rappresentatività è proporzionato all’obiettivo della stabilità governativa, per questo un premio al 42% non presenta problemi. L’autonomia delle Camere non implica che debbano adottare sistemi elettorali del tutto diversi purché si rispettino i principi costituzionali di ciascuna Camera. In merito alla selezione degli eletti la nuova legge elettorale introduce poi la tripla preferenza dopo il capolista bloccato, peraltro con alternanza di genere, depotenziando così anche la contestazione sul riequilibrio di genere. L’indicazione del candidato premier permette trasparenza agli elettori ma la legge fa salve le prerogative del presidente della Repubblica previste dall’articolo 92 della Costituzione e il principio del libero mandato parlamentare sancito dall’articolo 67. Le sottoscrizioni servono a prevenire la presentazione indiscriminata di liste prive di un radicamento e la soglia cala per i partiti o i gruppi che hanno specifici requisiti di rappresentanza parlamentare, oltre alle esenzioni previste dalla disciplina vigente.
