Il patrimonio italiano? Vale oltre 1.800 miliardi Tremonti: al via riforma per abbattere il debito

Durante il seminario sulle dismissioni che si è
tenuto al Tesoro, il capo economista
della Cassa depositi e prestiti ha spiegato che dei 700 miliardi immediatamente
valorizzabili sono quattro le aree sulle quali si può agire:
crediti, concessioni, immobili e partecipazioni

Roma - "Con oggi - assicura il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti - prende avvio una grande riforma strutturale per la riduzione del debito e per la modernizzazione e la crescita del Paese". Il patrimonio pubblico vale oltre 1.800 miliardi di cui 700 miliardi immediatamente fruttiferi. Edoardo Reviglio, docente Luiss e capo economista della Cassa depositi e prestiti, relatore al seminario sulle dismissioni che si è tenuto al Tesoro, ha spiegato che dei 700 miliardi immediatamente valorizzabili sono quattro le aree sulle quali si può agire: crediti, concessioni, immobili e partecipazioni. "Su questi asset - ha detto - si possono fare subito valorizzazioni". La parte immobiliare, ha aggiunto il relatore, vale 500 miliardi e di questi "si può vendere dal 5 al 10 per cento, quindi dai 4 ai 50 miliardi da qui ai prossimi anni".

L'attivo e il passivo dello Stato "L’attivo dello Stato e il passivo sono complementari - ha sottolineato il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto - è stata fatta una presentazione dal Tesoro una fotografia del patrimonio pubblico. E' stata una presentazione di prospettiva su cosa e come intervenire per valorizzare il patrimonio pubblico". È emerso, ha aggiunto Crosetto, che "l’attivo dello Stato e il passivo sono complementari". "Se questo paese - ha spiegato - ha un debito per oltre 1.900 miliardi, ha una cifra quasi pari di attivo fatto di immobili, partecipazioni e crediti. Una parte consistente è vendibile". Secondo Crosetto nel corso del seminario è stata fatta "una presentazione seria" che ha definito "un buon punto di inizio".

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