Milano Cera una volta la curva «rossa» dellAtalanta, la tifoseria di calcio più risolutamente schierata a sinistra, seconda solo a quella livornese nellostentare allo stadio i simboli della sinistra più radicale. Ma i tempi passano e ieri la Procura di Bergamo accusa gli ultras atalantini di avere risolutamente cambiato bandiera, e di esseri fatti permeare dai valori «padani». Al punto che un importante esponente del Carroccio, lassessore regionale Daniele Belotti, è indicato dalla magistratura come il principale referente della curva nerazzurra nel mondo politico, e finisce anche lui nel registro degli indagati.
La commistione tra ultras e Lega Nord emerge dallondata di perquisizioni e di avvisi di garanzia che la Questura di Bergamo fa scattare ieri mattina, a conclusione di una lunga indagine sulle imprese dei tifosi nerazzurri. Emerge lo strapotere dei capitifosi, anche nei confronti della società e dei giocatori, costretti a imbarazzanti atti di sottomissione nei confronti del popolo della curva: come quando alcuni calciatori devono recarsi in visita ai loro supporter agli arresti domiciliari, per chiedere scusa degli scarsi risultati e portare in omaggio maglie e altri doni. Ma è emerso anche lo stretto intreccio tra calcio e politica.
Lassessore regionale al Territorio, il leghista Daniele Belotti, è ritenuto lanello di congiunzione tra le istituzioni e la tifoseria: la Procura gli ha contestato il concorso in associazione per delinquere, che però è stato bocciato dal giudice preliminare. Nelle carte compare anche il nome di un altro politico, pure questo della Lega Nord, cui gli inquirenti riservano parole severe: «Dovrebbe occuparsi più della collettività che non della tifoseria». Ieri pomeriggio era circolata la voce che fosse un parlamentare, decisamente in vista. In realtà si tratterebbe semplicemente del sindaco di un paese della provincia bergamasca. Ma i suoi rapporti con i teppisti da stadio appaiono abbastanza stretti, tantè vero che è lui ad avvisarli dellarrivo della polizia durante alcuni tafferugli: «Cè puzza di blu, io me ne vado, scappate».
Laffinità ideologica non impedì che la parte più calda del tifo inscenasse una pesante contestazione del ministro degli Interni, il leghista Roberto Maroni, durante un incontro ad Alzano Lombardo. I tafferugli in cui si trovò coinvolto fecero arrabbiare moltissimo Maroni, che chiese e ottenne la rimozione dellallora questore di Bergamo. Ora si scopre che fu proprio lassessore Belotti a officiare lincontro, destinato a fare presenti al ministro le critiche dei tifosi ai provvedimenti assunti contro di loro. Ma la situazione precipitò quando gli ultras chiesero di partecipare in massa, e non con una semplice delegazione, al faccia a faccia con il responsabile del Viminale.
Gli indagati sono complessivamente 104, tutti a piede libero. Allassessore Belotti è stata perquisita labitazione e sono stati sequestrati due computer, tra cui uno di proprietà della Regione. In una conferenza stampa, nel pomeriggio, Belotti si è difeso: «Ho sempre fatto da mediatore tra le istituzioni e la tifoseria dellAtalanta, almeno fino ai fatti di Alzano Lombardo. In quella curva ci sono cresciuto e da anni sindaci, prefetti e questori mi chiedevano di rivestire quel ruolo». «Ho sempre cercato di responsabilizzare la curva, mettendoci la faccia nonostante linfinità di critiche che mi hanno mosso a livello politico.
«Patto tra gli ultrà e la Lega» Indagato assessore lombardo
Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.