Il Pdl agli elettori: non fatevi scippare il voto

«Non vogliono farti votare, fatti sentire». Questa frase campeggia su un manifesto targato Pdl che da ieri ha invaso le strade di Roma. Un appello al popolo degli elettori romani, tre quarti dell’intero Lazio, perché sostenga con forza il tentativo del partito di farsi riammettere alle prossime elezioni regionali dopo il pasticcio che ha portato, sabato scorso, alla mancata presentazione della lista del Pdl nella circoscrizione provinciale della capitale. Una vicenda sulla quale è già avviata la guerra di ricorsi che manterrà nei prossimi giorni un grosso punto interrogativo sulla presenza dei 41 candidati della lista del partito. Ma sulla quale ieri il Pdl ha anche cercato la reazione della piazza. Da qui i manifesti. Da qui la maratona oratoria inaugurata ieri da Renata Polverini che andrà avanti oggi e domani dalle 9,30 alle 20 in piazza San Lorenzo in Lucina e culminerà giovedì in una grande manifestazione di piazza. «Non ci risparmieremo, useremo tutti i mezzi possibili per una battaglia di libertà. La burocrazia non vincerà sulla democrazia e non faremo passare una violenza inaudita», ha esordito Polverini prima di lasciare il microfono al sindaco Gianni Alemanno e ad altri esponenti di spicco del Pdl. Il sindaco si è rivolto non solo al popolo del Pdl, ma anche all’oppsozione: «Mi aspetto anche che dal centrosinistra si alzino voci serie e responsabili perché il problema è legato al diritto del 40 per cento dei romani che hanno votato Pdl e che devono avere la possibilità di esprimersi». Il sindaco ha spiegato che «il totale rigetto di una lista è una cosa mai avvenuta nella storia della Repubblica». La manifestazione di piazza San Lorenzo in Lucina è visibile anche in diretta sul sito www.renatapolverini.it che ieri ha fatto registrare migliaia di accessi.
Ma queste sono anche le ore delle polemiche interne al Pdl. «Se ci sono responsabilità ne parleremo all’interno del partito. Le persone che hanno presentato la lista provinciale sono di grande esperienza. Questo non vuol dire che non possano commettere degli errori. Ma i problemi restano tra noi», taglia corto Vincenzo Piso, coordinatore laziale del Pdl. Che liquida come «stupidaggine grossa come una casa» la voce secondo cui dietro le perdite di tempo di sabato ci sia il tentativo di far fuori in extremis Samuele Piccolo, primo degli eletti alle ultime comunali. Il quale a sua volta cade dalle nuvole ma fino a un certo punto: «Penso e spero che queste voci siano solo pettegolezzi. Se però si appurasse che la mia candidatura avrebbe potuto dare fastidio e creare delle gelosie, allora alzerei le mani al cielo. Ma sono comunque fiducioso». Anche il sottosegretario Francesco Giro, ex coordinatore romano di Forza Italia, nega la tesi del complotto.