Pdl, c’è aria di rivolta: «Facciamo un congresso»

Pdl, c’è aria di rivolta: «Facciamo un congresso»

(...) si riesca ad arrivare ad una soluzione prima che il castello crolli visto che è minato nelle fondamenta. Ed analizzando la caduta di Aldo Siri dalla presidenza del Centro Est il capogruppo Pdl Luciano Gandini e i consiglieri Roberta Bergamaschi, Alberto Loi e Elio Salterini sono stati più che chiari rivolgendo la prima accusa al coordinatore metropolitano Gianfranco Gadolla: «Il problema parte dai partiti che lasciano i propri rappresentanti negli enti locali in balìa di se stessi, senza linee guida, senza indicazioni e con goffi e tardivi tentativi di mediazione che non fanno altro che rivelarsi ancora più rovinosi». È mancata la presenza, anche fisica, da parte di conduce il Pdl e ora non ci sono più margini per mantenere il governo del Centro est, è il ragionamento degli eletti: «Chi lo dice è un irresponsabile» tuona Gadolla ribattendo ai suoi consiglieri («che non mi hanno chiesto di intervenire alla seduta, altrimenti ci sarei stato») e accusando: «La coalizione ha sbagliato nel 2007 a mettere personaggi come Siri e Carleo che non sanno coinvolgere i consiglieri di maggioranza e ragionano per contro proprio». A questo si aggiungono i distinguo tra eletti con la tessera e quelli senza: «C’è chi si può controllare e chi no. Ma qui ci vuole ordine».
Ordine e anche qualcosa d’altro. Stando ad ascoltare il consigliere comunale Aldo Praticò che chiede che si crei una cerniera tra partito e eletti: «Il Pdl è un bagno di sangue, non si può andare avanti così. Andremo bene a livello romano, ma sul nostro territorio siamo inconsistenti e non c’è rapporto tra eletti ed elettori. Stiamo perdendo i pezzi e ci divertiamo a dare numeri che sono fittizi, che lasciano il tempo che trovano - attacca Praticò -. Chiedo al coordinatore regionale Michele Scandroglio di convocare entro luglio una assemblea degli eletti dai Municipi alla Regione per capire a che punto siamo: più i mesi passano e più siamo in crisi. La guerra continua tra le correnti è inaccettabile». Correnti che soffiano sempre più forti, bruciano candidati alla corsa per Tursi 2012 e ledono il partito: «Ho due proposte: un congresso perché le correnti si contino e primarie aperte ai cittadini per scegliere chi ci deve rappresentare».

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