Pdl e Lega, caos sulla manovra

Nei corridoi si vociferava di imposizione romane per i padani. Roba dell’altro mondo, se non fosse che a bloccare un documento unitario di maggioranza e minoranza sulla manovra Tremonti in consiglio regionale, sarebbe stato il veto della dirigenza della Lega Nord. Accusa respinta al mittente dal consigliere regionale del Carroccio Edoardo Rixi che spiega come «seppure vi fossero diversi punti in comune con il centrosinistra, troppe cose non tornavano», mentre il collega Francesco Bruzzone precisa: «Di quel documento non andavano bene le premesse perché sarebbe stato giusto dire che il Governo non è il diavolo ma questo la maggioranza non lo riconosce».
Raffaella Paita (Pd) è stata molto secca nel rispondere all’opposizione: «Avevamo trovato una intesa dopo che il capogruppo del Pdl Matteo Rosso ha chiesto di porre una condizione precisa, quella di tornare in consiglio entro il 15 luglio per indicare con precisione dove la Regione avrebbe dovuto fare i tagli. L’ abbiamo inserita così come il riferimento al debito pubblico chiesto da Rixi. Poi ci sono state delle telefonate con i loro vertici a Roma». Il Pdl respinge questa versione dei fatti: «Chiedevamo tagli e riduzione di sperperi nel bilancio della Giunta ma non ci sono state abbastanza garanzie» ha replicato Rosso che chiedeva un riconoscimento al governo che ha fatto della lotta all’evasione fiscale il perno della manovra. Dopo una giornata di discussione il consiglio ha votato tre ordini del giorno di richiesta di modifica della manovra approvando quello proposto dal Pd e bocciando quelli di Pdl e Lega. Il documento approvato impegna tra l’altro la giunta a presentare un quadro di contenimento della spesa e di risparmi entro il 15 luglio e la invita a chiedere modifiche alla manovra.
La maggioranza ha votato compatta su tutti e tre i documenti, mentre il centrodestra si è diviso sull’ordine del giorno del centrosinistra. Raffaella Della Bianca e Alessio Saso (Pdl) volevano un documento unitario e non hanno votato contro il documento del centrosinistra, astensione anche per i consiglieri della Lista di Sandro Biasotti: «Doveva essere superato il gioco delle parti - ha detto Della Bianca - sono delusa. Le mie accuse sono bipartisan: i miei colleghi di partito hanno deciso di mettersi l’elmetto».

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