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Lo schiaffo di Balocco sui Pink Christmas: "Associazioni non hanno titolo per pretese"

Balocco non asseconderà le richieste delle associazioni dei consumatori: con una nota l'azienda dolciaria chiude a ogni possibilità di dialogo con Codacons, Adusbef e Associazioni Utenti Radiotelevisivi

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Dopo la sentenza del tribunale di Torino, è iniziato un botta e risposta tra le associazioni dei consumatori e Balocco. Il giudice del capoluogo piemontese ha confermato che quanto accaduto con la pubblicità del pandoro "Pink Christmas" può configurarsi come pratica scorretta, non il semplice fraintendimento del quale ha spesso parlato Chiara Ferragni. E ora che anche un giudice ha riconosciuto quanto individuato dall'Antitrust lo scorso dicembre, le associazioni dei consumatori passano all'attacco e chiedono che vengano risarciti gli acquirenti dei pandoro.

"Se la Balocco non accoglierà le nostre richieste di risarcire con un gesto spontaneo gli utenti ingannati dal caso del pandoro 'Pink Christmas' ed effettuare una donazione in favore dell’ospedale Regina Margherita di Torino, proporremo appello incidentale per chiedere nuovamente una donazione di un milione e mezzo all'ospedale e contrastare il ricorso annunciato oggi (ieri, ndr) dall’azienda", è quanto hanno affermato Codacons, Adusbef e Associazioni Utenti Radiotelevisivi in conferenza stampa. Ma l'azienda dolciaria di Fossano non è intenzionata a dare corso a queste richieste e con una nota mette in chiaro la sua posizione.

Alla conferenza stampa on line fissata per oggi era invitata anche Balocco, con anche Chiara Ferragni, ma l'azienda ha motivato la sua assenza, a differenza dell'influencer, "ritenendo demagogico trattare della vicenda 'Pandoro Pink Christmas' in un'arena virtuale, peraltro in pendenza di contenziosi davanti all'Autorità Giudiziaria". L'amministratore delegato dell'azienda, Alessandra Balocco, al pari di Ferragni e del suo manager, Fabio Maria Damato, è indagato per truffa aggravata da minorata difesa dalla procura di Milano.

E in relazione alle richieste avanzate dal Codacons e dalle altre organizzazioni, spiega che la donazione alla quale fanno riferimento non "può essere oggetto di contenzioso promosso da soggetti, quali le associazioni a cui si replica, che non hanno alcun titolo per avanzare tali pretese, come ha correttamente evidenziato il Tribunale di Torino che ha rigettato le infondate pretese inibitorie e risarcitorie".

Mentre Balocco ha annunciato ricorso contro la decisione del tribunale piemontese e replicato alle associazioni, Ferragni continua a restare chiusa nel silenzio.

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