Personaggi

"Boicottate quel videogame". Altra folle campagna trans contro J. K. Rowling

Tra appelli, campagne social e saggi, l'autrice britannica è tornata nel mirino del mondo LGBT

"Boicottate Hogwarts Legacy". La folle campagna trans contro J. K. Rowling

Distribuito dallo scorso 10 febbraio per Microsoft Windows, PlayStation 5 e Xbox Series X/S, Hogwarts Legacy è tra i videogiochi più attesi dell’anno. Il prodotto ambientato nel mondo magico di Harry Potter ha ricevuto recensioni a dir poco positive, entusiasmando i fan della saga targata J. K. Rowling. Ma non è tutto, purtroppo: da giorni, infatti, è in corso una campagna di boicottaggio contro il videogame sviluppato da Avalanche Software e pubblicato da Warner Bros. Interactive Entertainment. Il motivo? L’astio dell'universo arcobaleno nei confronti dell’autrice britannica.

“Boicottate Hogwarts Legacy”

Hogwarts Legacy è il primo gioco da quando la posizione di J. K. Rowling sui diritti dei transgender è diventata oggetto di dibattito pubblico. Secondo il mondo LGBT, la scrittrice farebbe parte delle “TERFs”, acronimo dispregiativo utilizzato per etichettare le “femministe radicali trans-esclusive”, ree di considerare il sesso biologico predominante sul genere. Minacce, insulti, persino romanzi in cui muore carbonizzata: J. K. Rowling ha dovuto fare i conti con parecchi assalti. L’ultimo, appunto, il boicottaggio del videogioco.

Un video su Twitter che incoraggia le persone a boicottare Howgarts Legacy ha accumulato più di nove milioni di visualizzazioni. Come riporta Sky News, il forum ResetEra ha vietato ogni menzione del videogame, mentre il sito specializzato GameSpot ha messo nero su bianco un saggio sulle posizioni anti-transgender della scrittrice. E ancora, la raccolta fondi per chiedere alle persone di donare a un ente di beneficenza trans invece di acquistare il gioco. “Adoro i videogiochi, ma boicotterò Howgarts Legacy”, il j’accuse di Maysa Pritilata su openDemocracy. La donna trans ha spiegato di non credere che il suo gesto possa danneggiare il publisher, la Warner Bros. o la Rowling, ma anche di ritenere sbagliato “legittimare” il videogame.

Ma c’è anche chi ha un altro punto di vista, fortunatamente. “Come fandom, non vedevamo l’ora che arrivasse questo gioco ancor prima che fosse annunciato”, le parole di Asher Chelder, fan transgender della saga di Harry Potter: “Ho trovato molto conforto nella serie ed è qualcosa che non riesco a scrollarmi di dosso. Fa parte di ciò che sono”. Come lei, tante altre persone. La scrittrice può contare sul sostegno di tanti fan ma anche di tanti utenti non appassionati alla saga, ma fortemente contro ogni forma di censura o di bavaglio. Il mondo arcobaleno continuerà la sua crociata in nome della cancel culture, ma difficilmente realizzerà l’obiettivo di oscurare un’autrice da milioni di copie e con l’unica colpa di non adeguarsi alla piaga del politicamente corretto.

Commenti