Leggi il settimanale

Can Yaman respinge le accuse: "Fake news su di me".

Dopo il fermo in Turchia Can Yaman si difende: "Non seguite la stampa turca". Il preparatore atletico: "Con quei ritmi di allenamento l’uso di droghe è impossibile"

Can Yaman respinge le accuse: "Fake news su di me".
00:00 00:00

Dopo la notizia del fermo di Can Yaman in Turchia, avvenuto nell’ambito di un’operazione antidroga con blitz in nove locali, arrivano sia le parole dell’attore sia la testimonianza di chi lo ha seguito quotidianamente nella preparazione fisica per Sandokan.

A parlare per primo è Emiliano Novelli, preparatore atletico e stunt coordinator romano, erede di una famiglia che da tre generazioni lavora nel mondo delle scene d’azione per cinema e televisione. Novelli, oggi impegnato sul set di The Passion of the Christ: Resurrection di Mel Gibson, nei pressi di Roma, ha allenato l’attore turco per mesi prima dell’inizio delle riprese della serie RaiUno. E non ha dubbi: "Mi sembra impossibile che facesse uso di droga. Almeno nei mesi in cui siamo stati insieme. Non avrebbe mai retto il ritmo".

"Una notizia che mi ha sorpreso totalmente"

"L’ho appreso dalle agenzie", racconta Novelli. "Mi pare incredibile. Ricordo Can come una persona assolutamente tranquilla, uno sportivo a tutto tondo. Si allenava anche otto ore al giorno ed era seguitissimo dal suo team".

Un rapporto professionale intenso e quotidiano, che rende difficile immaginare comportamenti incompatibili con una preparazione così rigorosa.

Cinque mesi di allenamenti quotidiani prima delle riprese

Il lavoro con Can Yaman è iniziato molto prima dell’avvio ufficiale di Sandokan. "Abbiamo fatto una prima sessione un anno e mezzo prima del lancio della serie, per circa sei settimane. Poi, subito prima delle riprese, cinque mesi di allenamento quotidiano, con me e altre quattro o cinque persone. Sul set, in totale, eravamo una sessantina".

Un impegno costante che comprendeva non solo la preparazione fisica, ma anche il lavoro tecnico necessario alle scene d’azione.

Combattimenti, cavalli e coreografie

"Arrivava al nostro studio già allenato in palestra - spiega Novelli - ma con noi faceva tutto ciò che riguardava combattimenti e performance atletiche: lavoro con i cavalli, con le spade, le coreografie".

Dal punto di vista fisico, l’attore partiva da una base solida: "Era seguito da un personal trainer e il suo fisico lo dimostra. Se non lavori davvero, quel fisico non ti viene. A livello percettivo era una spugna, gli spiegavi una cosa e la rifaceva identica".

Integratori e sostanze: "Davanti a me solo acqua"

Alla domanda su steroidi, anabolizzanti o integratori, Novelli risponde con chiarezza: "Quando fai sport ad alti livelli è praticamente obbligatorio prendere degli integratori. Gli atleti, dai calciatori in poi, sanno che sono indispensabili: amminoacidi, proteine. Ma io non l’ho mai visto assumere niente. Davanti a me l’unica cosa che prendeva era acqua naturale. A temperatura ambiente".

"Un imprenditore di se stesso"

L’impressione personale sul protagonista di Sandokan è quella di un uomo estremamente consapevole della propria immagine. "Era un grande imprenditore di se stesso. Sapeva di poter contare su bellezza e fisico, e per mantenerli aveva regole ferree, dormire un certo numero di ore, nutrirsi in un certo modo".

Una disciplina quasi ossessiva: "La prendeva come una malattia. Mai visto sgarrare. Aveva un regime totalitario. Del resto, se sgarri, quell’addome non ce l’hai. Specialmente se sei una montagna di uomo da un metro e novanta per cento chili".

Nervosismo e sacrifici

Qualche momento di tensione c’era, ma legato alla fatica: "Se la mattina non aveva mangiato, cosa che succedeva quando doveva girare scene con il fisico più asciutto, la sera arrivava nervoso. Ma è normale. Corpi del genere sono delle fornaci".

"Se si fosse drogato me ne sarei accorto"

Infine, la risposta più netta alle accuse: "Credo proprio che me ne sarei accorto. Si vede se non hai dormito, anche solo per il livello di concentrazione richiesto. Le coreografie che imparava in studio le riproponeva sul set perfettamente. Non ha mai scordato un colpo, un movimento, un passo".

La conclusione è chiara: "Posso solo dire che è stato bravo, professionale, preciso e attento. Se Can Yaman avesse fatto uso di sostanze, con quel ritmo di preparazione per Sandokan, non avrebbe mai retto".

Can Yaman: "Fake news su di me, non seguite la stampa turca"

Intanto è lo stesso attore a intervenire pubblicamente. Rientrato in Italia, Can Yaman ha pubblicato su Instagram una foto con il Colosseo sullo sfondo, affidando ai social la sua replica alle notizie circolate nelle ultime ore. "Cara stampa italiana, da sempre la stampa turca è cattiva con me, ma non è una novità. Però voi no! Per favore non fate anche voi l’errore di fare copy paste delle notizie che arrivano dal Bosforo", scrive l’attore.

Yaman respinge con decisione le accuse: "Ma vi pare che vado in giro nei locali con delle sostanze in un periodo dove la polizia fa indagini a tappeto arrestando molte

persone famose? Se fosse stato minimamente vero, non sarei stato rilasciato in così poco tempo e in grado di tornare in Italia il giorno dopo". E conclude con un messaggio diretto ai fan: "Vi voglio bene".

can yaman colosseo

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica