In attesa del debutto su Rai 1 il prossimo ottobre, Ballando con le stelle sta svelando pian piano le sue novità. Da una giuria che farà a meno di Selvaggia Lucarelli e Fabio Canino al cast di concorrenti che include Noemi Bocchi e la new entry Alberto Ravagnani. Nato nel 1993 e originario di Brugherio, Alberto Ravagnani è stato la guida spirituale nella parrocchia di San Gottardo al Corso, a Milano. Nel 2020, con la pandemia e il lockdown che ha portato molti giovani a sfruttare le potenzialità di internet, Alberto Ravagnani è diventato un punto di riferimento sui social, trasformandosi nel prete influencer per eccellenza su Instagram e, soprattutto, TikTok. Invece di limitarsi a una semplice dottrina religiosa, Ravagnani ha utilizzato un linguaggio immediato per rivolgersi a un numero sempre più grande di followers, tra cui si sono nascosti in bella mostra anche gli haters, sempre pronti a puntare il dito contro la “svendita” dei valori morali del prete, che accettava collaborazioni e sponsorizzazioni di integratori. Nella sua carriera online fece molto scalpore lo scontro con Fedez, culminato poi con la decisione del rapper di bloccare il prete. Decisione a cui l’allora Don Alberto avrebbe risposto con un post con scritto: “per dialogare bisogna essere in due”. Fedez aveva risposto spiegando di aver bloccato il prete perché lo annoiava e ha poi asserito: “Ha fatto un post perché l’ho bloccato su Instagram. Se ti fosse interessato così tanto avresti potuto chiamarmi: hai il mio numero e ti ho sempre risposto”. Una frecciata che sembrava sottolineare la ricerca di Don Alberto più alla visibilità che al confronto.
La svolta arriva nel febbraio di quest’anno, quando, con un video pubblicato online, Don Alberto annunciò di aver preso la decisione di lasciare il ministero sacerdotale, anche se “il mio cuore resterà lo stesso”. A pochi mesi da quell’annuncio, Alberto Ravagnani sui social ha spesso raccontato di voler riprendere in mano anche la sua stessa immagine, affrontare i suo stesso corpo che aveva imparato a considerare un tabù. Ora, proprio dalla Thailandia in cui si sta allenando, Alberto Ravagnani ha pubblicato un video in cui esordisce dicendo che “combattere e ballare sono le due cose che ho sempre rimpianto di non saper fare”. Due discipline che, dal suo punto di vista, non sono così opposte che potrebbe sembrare, ma condividono un linguaggio corporeo molto simile. “Voglio riappropriamo del mio corpo e dargli voce,” continua il trentatreenne su Instagram, “e tra un po’ sarò su Rai 1 e imparerò a ballare.”
Il video si conclude con un “Ballando con le stelle, arrivo”, ma l’annuncio ha portato con sé anche polemiche da parte del pubblico. Sebbene non manchino i messaggi che mostrano supporto all’ex prete, sono molti quelli che danno voce a un certo scetticismo. “Quando finiremo queste supercazzole e diremo che legittimamente ti va di apparire in tv?”, “siamo alla ricerca di visibilità” e “Io se fossi la chiesa ti chiederei indietro tutti gli stipendi mensili” sono solo alcuni dei commenti di cui vede una grande ipocrisia e un grande egocentrismo nel gesto dell’ex Don Alberto.
Tra le polemiche subentra anche Dj Aniceto, l’ex componente della Consulta degli esperti e operatori del Dipartimento governativo per le politiche antidroga a palazzo Chigi. In un’intervista all’interno del programma A sua immagine riportata da Adnkronos, Dj Aniceto, profondamente credente, ha dichiarato: “Per noi cristiani il sacerdote ha un significato speciale: ci accompagna lungo tutta la vita, dalla nascita alla morte, nei momenti di gioia e in quelli di dolore. È una figura che rappresenta spiritualmente Cristo e alla quale affidiamo momenti profondissimi della nostra esistenza. Per questo credo che la figura del sacerdote meriti rispetto e non possa diventare semplicemente un elemento di spettacolarizzazione televisiva” e poi specifica: “Non voglio giudicare Ravagnani come uomo e rispetto le sue scelte personali. Il mio problema è la scelta editoriale della Rai. Mi chiedo se sia davvero necessario prendere una persona con una storia così particolare per aumentare l’attenzione su un programma del sabato sera. Se l’obiettivo è fare ascolti attraverso la curiosità e la provocazione, allora lo si dica chiaramente.”
