Leggi il settimanale

“E poi come faccio?”, “Mi seguirai”. Il sipareitto sulla morte tra Vittorio Feltri e Paolo Del Debbio

Il direttore sostiene di vivere ancora non più di due anni ma da questa battuta di black humor è nato un siparietto iconico

“E poi come faccio?”, “Mi seguirai”. Il sipareitto sulla morte tra Vittorio Feltri e Paolo Del Debbio
00:00 00:00

Il direttore Vittorio Feltri è sempre stato un giornalista con la schiena dritta, uno di quelli che non teme di dire quello che pensa. È una delle firme più taglienti del giornalismo italiano e riesce a essere ugualmente affilato anche nelle sue esternazioni televisive. Ogni settimana è ospite di Paolo Del Debbio a Dritto e Rovescio, dove arricchisce la discussione con i suoi interventi mai banali, molto spesso ironici e autoironici. L’ultimo solo pochi giorni fa: “Molto prima di due anni, intendo crepare prima”.

Per un attimo lo studio si è ammutolito, poi sono scoppiati gli applausi. Per Del Debbio c’è stato un momento spiazzante, non sapeva come replicare a un’affermazione fatta così d’impulso cinica, da un certo punto di vista, da parte del direttore, che parla spesso della morte con estrema semplicità. “Bene, cioè male…”, è stata la risposta di Del Debbio. “Che cazzo dici Vittorio? Cioè dai…”, il momento di smarrimento si è rapidamente trasformato in incredulità per il conduttore, abituato a gestire i momenti più concitati della trasmissione, mentre Feltri si lasciava andare a un sorriso sornione.

“Poi io come faccio?”, ha chiesto Del Debbio per alleggerire quel momento. Ma la risposta di Feltri immediata, spontanea e straordinariamente comica, con il tempismo perfetto, ha sciolto tutta la tensione: “Eh, mi seguirai”. A quel punto lo studio è esploso in un applauso a scena aperta, quel momento di tensione è scomparso così com’era arrivato, con un’altra uscita del direttore, che ha sciolto in un sorriso anche il conduttore. “Grazie di cuore. D’altra parte, se gli fai la battuta ti devi aspettare risposta. Non è uno che sta zitto”, ha detto Del Debbio stringendo la mano al direttore e sorridendo, mentre Feltri si è lasciato andare alla risata di chi sa di avere ancora il sentiment del pubblico tra le mani.

È proprio questo il marchio di fabbrica di Vittorio Feltri, un uomo per il quale la verità è l'unico copione che accetta di seguire. Non è una questione di cinismo gratuito, quanto piuttosto di una lucida accettazione del tempo che passa, maneggiato con la stessa disinvoltura con cui scrive uno dei suoi editoriali.

Feltri possiede quella rara capacità di spiazzare l'interlocutore proprio perché rifiuta le ipocrisie del politicamente corretto, che oggi impongono toni smorzati e neutralità su ogni argomento sensibile. La sua forza non risiede solo nel contenuto straordinario dei suoi pensieri ma nel modo in cui li incastra nel discorso, lasciando agli altri il compito non semplice di gestirli.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica