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Emilio Fede, scontro tra le figlie per l'eredità milionaria: al centro ville, gioielli e conti correnti

La contesa tra le eredi dell'ex direttore del Tg4 coinvolge proprietà di grande valore, presunte irregolarità nella gestione del patrimonio e un procedimento giudiziario che potrebbe proseguire sul fronte civile

Emilio Fede, scontro tra le figlie per l'eredità milionaria: al centro ville, gioielli e conti correnti
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Dopo la scomparsa di Emilio Fede, avvenuta il 2 settembre 2025 all'età di 94 anni, si è aperta una complessa disputa ereditaria che vede contrapposte le figlie Simona e Sveva. Al centro della vicenda c'è il consistente patrimonio lasciato dall'ex direttore del Tg4 e dalla moglie Diana De Feo, morta nel giugno del 2021. La controversia riguarda numerosi beni, tra cui prestigiosi immobili, gioielli, conti correnti e cassette di sicurezza. Una vicenda che, oltre agli aspetti familiari, ha finito per coinvolgere anche la magistratura, pur con sviluppi che sembrano orientare la questione verso il piano civile.

Il patrimonio lasciato da Emilio Fede e Diana De Feo

L'eredità della coppia comprende beni di grande valore distribuiti tra diverse località italiane. Oltre a importanti proprietà immobiliari, fanno parte dell'asse ereditario anche gioielli, depositi bancari e altri beni patrimoniali accumulati nel corso degli anni. Secondo quanto emerso, il contrasto tra le due sorelle sarebbe iniziato dopo la morte di Diana De Feo e si sarebbe ulteriormente aggravato negli anni successivi, fino a proseguire dopo la scomparsa di Emilio Fede.

Villa Lucia, la residenza simbolo della contesa

Tra le proprietà maggiormente al centro dello scontro figura Villa Lucia, storica dimora situata all'interno del parco della Floridiana, a Napoli, in una posizione panoramica affacciata sul Golfo. Simona Fede sostiene che il valore reale dell'immobile e alcune sue caratteristiche sarebbero state sottovalutate. Inoltre, ritiene che il testamento della madre le riconoscesse un diritto di comodato sull'abitazione che, a suo dire, non sarebbe mai stato concretamente attuato. La figlia dell'ex giornalista contesta inoltre una presunta lesione della propria quota di legittima, elemento che rappresenta uno dei punti centrali della controversia ereditaria.

Le contestazioni sulla gestione dei beni

Tra le accuse mosse da Simona Fede vi sono anche presunte irregolarità nella gestione del patrimonio familiare dopo la morte della madre. Secondo la sua ricostruzione, alcune operazioni avrebbero progressivamente modificato l'assetto dell'eredità delineato nel testamento sottoscritto da Diana De Feo il 13 novembre 2019. Le contestazioni riguardano in particolare l'apertura di una cassetta di sicurezza presso una filiale bancaria di Roma, la gestione di alcuni gioielli e altre movimentazioni patrimoniali effettuate negli anni successivi. Si tratta di aspetti che la donna ritiene meritevoli di ulteriori approfondimenti e che sono stati inseriti nelle denunce presentate alle autorità competenti.

Il nodo della villa di Anacapri

Un altro capitolo fondamentale della vicenda riguarda una villa situata ad Anacapri, sull'isola di Capri. L'immobile apparteneva in quote differenti a Emilio Fede e Diana De Feo. Secondo Simona, il testamento della madre le avrebbe attribuito la quota di proprietà appartenuta a Diana De Feo. La contestazione nasce dal fatto che l'intera villa sarebbe poi confluita nella disponibilità della Fondazione Emilio Fede, costituita il 30 luglio 2021, dopo il conferimento della quota riconducibile all'ex direttore del Tg4. La gestione di questo bene rappresenta uno degli elementi più delicati del contenzioso tra le due sorelle.

Le condizioni di salute dell'ex direttore del Tg4

Nelle sue denunce, Simona Fede richiama anche lo stato di salute del padre negli ultimi anni della sua vita. Secondo quanto sostenuto dalla donna, alcuni interventi effettuati dai carabinieri avrebbero evidenziato difficoltà dell'ex giornalista nel comprendere pienamente la propria situazione economica e patrimoniale. Un elemento che, a suo avviso, dovrebbe essere preso in considerazione nell'analisi di alcune decisioni adottate in quel periodo. Le condizioni di Emilio Fede sono così diventate uno degli aspetti più discussi dell'intera vicenda ereditaria.

L'intervento della Procura di Roma

La disputa è arrivata all'attenzione della Procura di Roma, dove sono state ipotizzate le fattispecie di circonvenzione di incapace e appropriazione indebita. Dopo gli accertamenti svolti, il pubblico ministero ha però chiesto l'archiviazione del procedimento, ritenendo che gli elementi raccolti non siano sufficienti per sostenere un'azione penale. Secondo l'impostazione dell'accusa, il cuore della controversia sembrerebbe infatti riguardare soprattutto questioni di natura patrimoniale e successoria da affrontare nelle sedi civili competenti.

L'opposizione di Simona Fede

Nonostante la richiesta di archiviazione, Simona Fede ha deciso di proseguire la propria battaglia legale. Assistita dall'avvocato Daniele Bocciolini, ha annunciato l'intenzione di opporsi alla decisione della Procura e di chiedere ulteriori approfondimenti investigativi.

La vicenda resta quindi aperta e potrebbe conoscere nuovi sviluppi nei prossimi mesi, mentre continua il confronto tra le due figlie sull'ingente patrimonio lasciato da Emilio Fede e Diana De Feo.

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