A poco più di un mese dalla morte di Francesco Guccini, avvenuta il 6 agosto scorso all’età di 86 anni, emergono nuovi dettagli sulle sue ultime volontà. Al centro dell’eredità ci sono anche le due case più importanti nella vita del cantautore, quella di via Paolo Fabbri a Bologna e quella di Pavana, sull’Appennino tosco-emiliano. Le disposizioni testamentarie riguardano la moglie Raffaella Zuccari e la figlia Teresa, oltre al patrimonio legato all’attività artistica e letteraria di Guccini.
Le proprietà immobiliari
La casa di via Paolo Fabbri 43 a Bologna è uno dei luoghi più legati alla storia di Guccini. L’indirizzo ha dato il titolo all’omonimo album del 1976 ed è diventato negli anni un punto di riferimento per i suoi fan. Nel primo testamento, redatto nel 2015 davanti al notaio Lorenzo Luca e aperto a Bologna l’8 settembre, l’abitazione era stata lasciata alla moglie Raffaella Zuccari. Quel documento, tuttavia, non conteneva le ultime volontà del cantautore; il notaio aveva spiegato che esiste un testamento successivo, depositato presso il notaio Luigi Stame, che revocava quello precedente. Anche la casa di Pavana, dove Guccini ha trascorso gli ultimi anni e dove è morto, rientra nell’eredità destinata alla moglie.
Raffaella Zuccari erede universale
Nel testamento più recente, quello che revoca le precedenti disposizioni, Raffaella Zuccari risulta comunque come erede universale del patrimonio del cantautore. La disposizione riguarda quindi l’insieme dei beni di Guccini, comprese le proprietà immobiliari. Guccini e Raffaella Zuccari si erano sposati nel 2011 a Mondolfo, nelle Marche, paese d’origine di lei. I due avevano iniziato la loro relazione diversi anni prima, e la moglie gli era rimata accanto fino all’ultimo.
Nel testamento è prevista anche una disposizione specifica per Teresa Guccini, unica figlia del cantautore, nata dalla relazione con Angela Signorini. Alla lei vengono lasciate, in sostituzione della quota di legittima, tutte le quote di partecipazione possedute dal padre nella società Limentra Srl e il 50% dei diritti patrimoniali d’autore relativi alla sua attività professionale di cantautore e scrittore. Il restante 50% dei diritti patrimoniali d’autore viene attribuito alla moglie Raffaella Zuccari. Teresa era cresciuta anche nella casa di via Paolo Fabbri, alla quale è particolarmente legata. Secondo quanto riportato nelle cronache sull’apertura del primo testamento, proprio quell’abitazione era tra i beni a cui teneva maggiormente.
L’anello, la chitarra e l’orologio
Nel testamento del 19 gennaio 2022, in un passaggio scritto a mano sotto il testo dattiloscritto, Francesco Guccini ha indicato alcuni oggetti personali da lasciare alla figlia Teresa: la chitarra Trameleluc, l’orologio Leonardo da Vinci e l’anello d’oro con le iniziali “F” e “G” del padre. Per l’orologio, il cantautore ha aggiunto anche una raccomandazione rivolta alla figlia: “spostare le lancette dell’orologio soltanto in avanti per non romperlo”.
Il nodo dei due testamenti
La vicenda si è complicata quando, durante l’apertura del testamento del 2015, è emersa l’esistenza di un documento successivo. Il primo testamento, custodito dal notaio Lorenzo Luca, è stato aperto a Bologna l’8 settembre, ma non rappresenta le ultime volontà di Guccini. Il cantautore aveva infatti successivamente redatto un nuovo testamento, depositato presso il notaio Luigi Stame, nel quale revocava le disposizioni precedenti. È dunque quest’ultimo documento a stabilire come sarà essere suddivisa l’eredità di Guccini. Il testamento più recente contiene infatti le disposizioni a favore della moglie Raffaella Zuccari e della figlia Teresa, comprese quelle relative alle quote della società Limentra e ai diritti patrimoniali d’autore.
La scomparsa di Guccini
Francesco Guccini è morto il 6 agosto 2026, a 86 anni, nella sua casa di Pavana, circondato dalla moglie Raffaella, dalla figlia Teresa e dai familiari. La famiglia aveva comunicato la scomparsa chiedendo che il momento del dolore fosse vissuto nella più stretta intimità, nel rispetto delle sue volontà. Le esequie si sono svolte l’8 agosto nel cortile della casa di famiglia, in forma strettamente privata, alla presenza di familiari e amici. Tra loro c’era anche il cardinale Matteo Zuppi, amico di Guccini. Teresa ha ricordato il padre con un intervento personale, concluso con le parole: “Buon viaggio, babbo”. Per i fan è stata annunciata una cerimonia commemorativa pubblica nel mese di settembre, così da permettere a chi lo ha seguito durante la sua lunga carriera di rendergli omaggio.
L’eredità artistica
Oltre ai beni materiali e ai diritti sulle sue opere, Guccini lascia un patrimonio artistico costruito in oltre mezzo secolo di attività. Cantautore e scrittore, ha esordito discograficamente nel 1967 e ha firmato brani diventati parte della memoria collettiva, tra cui “La locomotiva”, “Dio è morto”, “Via Paolo Fabbri 43” e “L’avvelenata”. Parallelamente alla musica ha sviluppato un’importante attività letteraria, iniziata nel 1989 con Cròniche epafàniche e proseguita con romanzi, racconti e libri scritti anche insieme a Loriano Macchiavelli. La sua produzione letteraria è proseguita fino agli ultimi mesi. “Calde le pere!”, il libro al quale Guccini aveva lavorato prima della morte, è stato pubblicato postumo da Giunti il 28 agosto, poche settimane dopo la sua scomparsa.
