Non sono tempi facili per la monarchia britannica. Lo scorso agosto Harry e Meghan sono tornati, a sorpresa, nel Regno Unito. I tabloid si chiedono in che modo evolveranno i loro rapporti con la royal family, se ci saranno nuovi motivi di scontro, se la coppia tornerà ad avere, in futuro, un ruolo attivo al servizio dell’istituzione. Inoltre da pochi giorni è in tutte le librerie la controversa opera su Lady Diana scritta dal fratello, il conte Spencer. Tra questi due metaforici “fuochi” c’è la Corona, che deve scegliere se e come difendersi dalle conseguenze mediatiche di tali eventi. Per questo Re Carlo III avrebbe organizzato un incontro riservato con William, Kate e il resto della famiglia a Balmoral.
Riunione di famiglia
Durante le vacanze estive, rivela SkyTg24, Re Carlo III avrebbe convocato i principi di Galles William e Kate, la principessa Anna e i duchi di Edimburgo Edoardo e Sophie per una riunione segreta a Balmoral (Scozia). La royal family avrebbe discusso su due temi cruciali per l’avvenire della monarchia: il primo riguarderebbe l’impatto mediatico delle rivelazioni contenute nel nuovo libro su Lady Diana, “Il Canto del Cigno. Diana, mia sorella”, scritto dal conte Charles Spencer e pubblicato lo scorso 22 settembre in contemporanea mondiale. Il secondo avrebbe a che fare con il chiacchierato e definitivo ritorno nel Regno Unito di Harry e Meghan, il 26 agosto 2026, sei anni dopo la Megxit.
Due ipotesi
Per quel che concerne il polverone sollevato dalla pubblicazione de “Il Canto del Cigno” Carlo III avrebbe ribadito ai familiari che le strade possibili per cercare di arginare il caos mediatico sarebbero due: ribattere punto su punto alle accuse in modo diretto, ma calmo e preciso, oppure seguire l’usuale linea del silenzio. Entrambe le ipotesi presentano vantaggi e svantaggi. Nella prima la monarchia potrebbe difendersi, ma rischierebbe di alimentare polemiche e gossip. Nella seconda attenderebbe la fine della tempesta, usando l’arma, spesso vincente, dell’indifferenza, ma non placherebbe la voce di quanti riterrebbero il silenzio una sorta di ammissione di colpa, un gesto sprezzante verso la memoria di Lady Diana. In ogni caso nessuna delle due scelte potrebbe evitare la divisione del pubblico in fazioni a favore della monarchia e del conte Spencer e, di riflesso, della principessa Diana.
“Il dolore…può offuscare la ragione”
Lo scorso 16 settembre, riporta la Bbc, un portavoce di Buckingham Palace ha formulato una prima replica alle accuse del conte Spencer, precisando: “Pur non esprimendo alcun commento sui libri per principio, Sua Maestà è consapevole del fatto che il dolore per il lutto di un fratello può offuscare la ragione, influenzare il giudizio e dare ai ricordi delle sfumature che gli altri non riconoscono anche dopo anni da una tale perdita”. Impossibile non sentire, tra le righe di questo comunicato, l’eco di un’altra dichiarazione ufficiale del Palazzo, che risale al marzo 2021. All’epoca la royal family era stata travolta dalle accuse di razzismo formulate da Meghan Markle durante l’intervista a Oprah Winfrey. La regina Elisabetta rispose sottolineando, come ricordato dal Telegraph, che “le ricostruzioni possono variare” (“recollections may vary”, frase ormai storica e forse, almeno stando alle indiscrezioni, suggerita da William e Kate).
Una risposta “sbagliata”
Con la sua risposta al conte Spencer Re Carlo III ha infranto la proverbiale discrezione dei Windsor, riassunta nel celebre motto “never complain, never explain”. Molti, però, si chiedono se sia stata la soluzione migliore, se il Re non abbia prestato il fianco, mostrando la vulnerabilità della royal family su una questione, la vita e la morte di Lady Diana, che sarebbe ancora una ferita aperta. Il biografo Andrew Morton ha commentato al podcast “Daily T” del Telegraph: “[Il sovrano] ha sbagliato”, aggiungendo: “Avrei pensato che dei cortigiani di buon senso gli avessero detto: ‘Tenga duro, signore, perché è solo un libro. Queste cose passano’. Ma penso che il fatto che questa dichiarazione sia stata scritta quasi in contemporanea [con l’uscita del libro] dimostri quanto Re Carlo sia arrabbiato”.
“Furiosi”
In effetti, secondo l’esperta reale Kinsey Schofield, sia Re Carlo III, sia il principe William sarebbero “furiosi” a causa delle dichiarazioni del conte Spencer. A Fox News Digital la Schofield ha spiegato: “Ciò che sento riguardo alle reazioni in entrambe le famiglie”, cioè quella del Re e quella dell’erede al trono “è frustrazione e rabbia, ma per motivi leggermente diversi. Nel caso del Re credo ci sia una rabbia vera e propria verso quello che a tutti gli effetti è un attacco alla sua immagine a quasi trent’anni dalla morte di Diana. Per decenni Carlo ha vissuto con il marchio di cattivo nella storia di Diana”. Alla situazione del principe di Galles si aggiungerebbe “un ulteriore senso di tradimento”, secondo l’esperta. “Si tratta di suo zio il quale, come è noto, al funerale di Diana promise che la famiglia…della principessa avrebbe protetto William e Harry”.
“Non solo il figlio di Carlo”
Kinsey Schofield sostiene che il principe William non si sentirebbe attaccato solo come figlio, ma anche nel suo ruolo di erede al trono: “Ora William deve guardare quello stesso zio che riapre alcuni degli eventi più traumatici della sua infanzia e ascoltare accuse estremamente dannose contro suo padre. E William non è solo il figlio di Carlo. È il futuro Re. La monarchia che Charles Spencer sta attaccando è l’istituzione che William erediterà”. Stando alla Schofield il principe “si chiede legittimamente…in che modo…attaccare il Re” possa fare il suo “interesse” dopo quasi trent’anni. Comunque sia la presunta “rabbia” di Carlo e di William non fa che alimentare la polemica, proprio ciò che da sempre la Corona cerca di evitare.
Non è l’unico problema
Il fatto che Buckingham Palace abbia risposto alle rivelazioni contenute ne “Il Canto del Cigno” non toglie nulla al senso e all’importanza del presunto vertice di Balmoral. Re Carlo III, infatti, vorrebbe studiare insieme alla famiglia una linea di condotta da seguire anche in futuro e non solo perché è possibile che le dichiarazioni del conte Spencer abbiano una certa eco anche nelle prossime settimane. Non sarebbe sorprendente, infatti, se la storia si ripetesse e se nuove accuse arrivassero da Harry e Meghan, appena rientrati nel Regno Unito. Il ritorno dei duchi non implicherebbe la fine delle ostilità con i Windsor. Al contrario, potrebbe dare alla faida nuova linfa vitale.
Famiglia divisa
Secondo le indiscrezioni durante il vertice di Balmoral Re Carlo III avrebbe proposto alla famiglia di dare una nuova chance ai duchi di Sussex, ma la regina Camilla, William, Kate e la principessa Anna si sarebbero fermamente opposti. Il problema relativo alla mancanza di fiducia nei confronti di Harry e Meghan rimane anche perché, come segnala il Telegraph, sembra che il duca sia in trattative con Netflix per la realizzazione di un documentario sulla principessa Diana per i trent’anni dalla sua scomparsa. La royal family si starebbe chiedendo se anche questo documentario, come il libro del conte Spencer, sarà un attacco al Re e alla monarchia.
Questioni in sospeso
Carlo III non può ignorare che il rientro in patria del secondogenito e della nuora comporti una serie di problemi tutt’altro che semplici da risolvere. Questioni evidenziate dal magazine Hola e strettamente correlate, che potrebbero essere state oggetto di discussione durante l’incontro di Balmoral. Il primo riguarda lo status della coppia. Lo scorso 7 settembre, riporta il People, Buckingham Palace ha chiarito che nel Regno Unito Harry e Meghan saranno “privati cittadini”. Non avranno incarichi reali, non rappresenteranno la Corona e non potranno contare sui fondi pubblici. Hola, però, mette in evidenza che “ovunque vadano, le telecamere li seguono e…il Palazzo deve soppesare con insolita cautela ogni gesto nei loro confronti”.
Rimangono dei Windsor
Inoltre, privati cittadini o meno, i Sussex restano membri della famiglia. I royal britannici che non hanno un ruolo pubblico come, per esempio, i figli della principessa Anna, partecipano comunque agli incontri di famiglia a Sandringham per Natale, o ad Ascot. In teoria anche i Sussex dovrebbero, ma qui entra in gioco in special modo la volontà di William, che ormai da anni non rivolgerebbe la parola al fratello. I duchi, poi, manterranno i loro titoli, oppure Re Carlo deciderà di rimuoverli? Una questione di non poco conto, perché da ora in poi il futuro professionale di Harry e Meghan verrà attentamente valutato in patria. I Sussex non potranno usare i titoli a scopi commerciali e nemmeno in iniziative contrarie alla politica della Corona. Inevitabilmente, però, ogni loro progetto si rifletterà sull’immagine della monarchia.
La questione più spinosa
Infine il problema più complicato: la security dei Sussex. Il principe Harry starebbe ancora combattendo la sua battaglia contro l’Home Office per riottenere il diritto alla scorta, perso con la Megxit. Ora, però, i duchi e i loro figli, anche se da privati cittadini, risiedono nel Regno Unito. Hola si chiede: “Lo Stato può semplicemente negare la sicurezza ai nipoti del Re ora che vivono sul suolo britannico?”. Il meeting di Balmoral ha aperto dei nuovi capitoli della storia dei Windsor. Pagine ancora da scrivere che potrebbero cambiare il volto della monarchia.
