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"Il mio discorso è stato tagliato". Robert De Niro censurato su Trump e il genocidio dei nativi americani

Per le premiazioni dei Gotham l'attore aveva preparato un discorso su Trump e sui revisionisti storici, ma è stato censurato. Ha deciso comunque di continuare a leggere il discorso dal proprio cellulare

"Il mio discorso è stato tagliato". Robert De Niro censurato su Trump e il genocidio dei nativi americani

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"Il mio discorso è stato tagliato". Robert De Niro censurato su Trump e il genocidio dei nativi americani

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Robert De Niro senza freni. L’attore hollywoodiano nella serata di ieri, lunedì 27 novembre, ha presenziato alla cerimonia di premiazione dei Gotham, importanti premi cinematografici destinati al cinema indipendente. Per l’occasione aveva scritto un discorso che gli è stato modificato e tagliato in corso d’opera. Il motivo? La star aveva preparato un duro attacco all’ex presidente americano, Donald Trump e ai revisionisti storici che – esattamente come l’ex presidente – negano e/o sminuiscono la responsabilità degli statunitensi nel genocidio dei nativi americani. Tuttavia De Niro - una volta resosi conto della censura - ha deciso di continuare comunque per la sua strada, prendendo il cellulare in mano e continuando a leggere il discorso direttamente dal proprio smartphone.

Il discorso di Robert De Niro

Chiamato sul palco a ritirare il suo premio per l’ultimo film di Martin Scorsese, Killers of the Flowers Moon (interpretato anche da Leonardo Di Caprio), De Niro ha iniziato a leggere il discorso preparato direttamente di suo pugno, affidandosi al gobbo. Quando, però, l’attore ha capito che il testo originale era stato modificato, si è subito interrotto e ha detto: “L’inizio del mio discorso è stato modificato, tagliato”. Poi, sicuro ha aggiunto: “Non ne sapevo nulla. E voglio leggerlo”, provocando un caloroso applauso nella platea riunita al Cipriani Wall Street di New York per i Gotham.

È a questo punto che De Niro ha preso il cellulare in mano e ha iniziato a leggere il testo originale che aveva scritto: “La storia non è più storia. La verità non è più verità. Anche i fatti stanno venendo sostituiti da versioni alternative alimentati da teorie del complotto e immondizie varie. In Florida, ai giovani studenti viene insegnato che gli schiavi sviluppavano competenze che potevano essere applicate per il loro beneficio personale”.

E ancora, De Niro ha continuato: Nemmeno l’industria dell’intrattenimento è immune da questa malattia che si sta diffondendo. Com’è noto, quel gran signore di John Wayne disse che non credeva affatto che avessimo sbagliato alcunché nei confronti degli indiani nativi americani, sostenne infatti che c’erano moltissime persone che avevano bisogno di nuove terre e che gli indiani cercavano egoisticamente di tenerle per sé”.

L’attacco a Donald Trump

Ma non è finita, perché la star, ha sferrato un duro attacco anche all’ex presidente degli Stati Uniti d’America e, dunque, ha proseguito: “Mentire è diventato solo un altro strumento nell’arsenale degli imbroglioni. L’ex presidente ci ha mentito più di 30 mila volte durante i suoi quattro anni di mandato, e sta mantenendo il passo nella sua attuale campagna di ritorsione. Ma con tutte le sue bugie, Trump non può nascondere la sua anima. Attacca i deboli, distrugge i doni della natura e mostra disprezzo, ad esempio usando Pocahontas come un insulto”. Infine, ha concluso: “A questo punto del discorso avrei dovuto ringraziare la Apple, ma non mi sento di ringraziarli proprio per niente. E anzi mi chiedo come possano aver osato fare tutto questo”.

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