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"Non pagano l'affitto". Bufera sulle residenze reali di Eugenia e Beatrice

Da quasi vent'anni le principesse Beatrice ed Eugenie (e non solo) vivrebbero in prestigiose residenze reali senza pagare personalmente l'affitto. Un rapporto del National Audit Office rivela che i costi delle loro abitazioni vengono coperti dalla Corona, riaccendendo il dibattito sui privilegi concessi ai membri “non operativi” della famiglia reale

"Non pagano l'affitto". Bufera sulle residenze reali di Eugenia e Beatrice

Un nuovo rapporto del National Audit Office (NAO), l'organo britannico che controlla la spesa pubblica, ha fatto montare una polemica, sui privilegi immobiliari concessi ai membri della famiglia reale. Tra i casi che stanno facendo maggiormente discutere figurano quelli delle principesse Beatrice e Eugenia di York, figlie del principe Andrea, che da anni vivono in residenze reali senza sostenere personalmente alcun costo d'affitto. Pur non svolgendo incarichi ufficiali per la Corona, entrambe hanno una carriera professionale autonoma, mariti affermati e proprietà immobiliari di grande valore. Eppure, per quasi vent'anni hanno beneficiato di sistemazioni all'interno di prestigiosi palazzi reali grazie a un accordo finanziato prima dalla regina Elisabetta II e successivamente da re Carlo III.

Le case reali pagate dalla Corona

Secondo quanto emerge dal rapporto, gli affitti delle abitazioni occupate dalle due sorelle vengono coperti direttamente dal sovrano attraverso il Privy Purse, fondo alimentato dai proventi del Ducato di Lancaster e da altre risorse private del re. Formalmente non viene utilizzato denaro dei contribuenti. Tuttavia le residenze si trovano all'interno di palazzi reali occupati e mantenuti grazie al Sovereign Grant, il finanziamento pubblico destinato alla monarchia. Per questo motivo la vicenda rischia di alimentare nuove polemiche sull'utilizzo delle risorse legate alla Corona. Per anni, inoltre, gli affitti applicati a queste proprietà sono stati calcolati sulla base di valutazioni di mercato non aggiornate. Il rapporto evidenzia come alcune abitazioni siano state affittate a valori significativamente inferiori rispetto ai prezzi reali e che, in alcuni casi, non sia stato nemmeno rispettato un criterio interno che prevedeva canoni pari almeno al 60% del valore di mercato.

Dove vivono oggi le due principesse

Le sorelle York hanno abitato insieme a St James's Palace dal 2008. Nel 2018 Eugenia si è trasferita a Ivy Cottage, all'interno del complesso di Kensington Palace. Oggi la principessa divide il proprio tempo tra Londra e una residenza in Portogallo del valore di circa 4,3 milioni di euro. Nella zona vivrebbero anche diversi personaggi noti del mondo dello sport e dell'imprenditoria internazionale. Beatrice, invece, è rimasta nell'appartamento di St James's Palace insieme al marito Edoardo Mapelli Mozzi e ai figli. La coppia possiede inoltre una prestigiosa abitazione nelle Cotswolds del valore di diversi milioni di euro.

Le critiche: “Un affronto ai contribuenti”

Le rivelazioni hanno suscitato forti reazioni nel Regno Unito. Tra i più severi critici c'è l'ex ministro liberaldemocratico Norman Baker, da tempo attento osservatore delle finanze della monarchia. “Tutta questa vicenda è scandalosa. Nel caso di Andrea, è come aggiungere un'offesa a un'altra offesa”. E ancora: “Dimostra un totale disprezzo per i contribuenti. Quei soldi avrebbero dovuto andare al Crown Estate, non finire nelle sue tasche”. Riferendosi invece a Beatrice ed Eugenie, Baker ha dichiarato: “Non c'è alcuna ragione per cui membri della famiglia reale che non svolgono incarichi ufficiali debbano essere sovvenzionati dal Ducato di Lancaster. Ancora una volta la famiglia reale sta approfittando completamente dei sudditi”.

Il caso del principe Andrea

Le polemiche non riguardano soltanto le figlie del duca di York. Il rapporto dedica ampio spazio anche al controverso accordo relativo alla residenza di Andrea, il Royal Lodge di Windsor. L'ex membro senior della famiglia reale, allontanato dalla vita pubblica dopo lo scandalo legato ai suoi rapporti con il finanziere Jeffrey Epstein, avrebbe avuto la possibilità di subaffittare tre proprietà situate all'interno della tenuta e di trattenere eventuali ricavi. Il documento rivela inoltre che Andrea potrebbe teoricamente avere diritto a oltre 350.000 euro di compensazione da parte del Crown Estate per la conclusione anticipata del contratto di locazione della residenza, nonostante manchino ancora molti anni alla scadenza originaria del contratto. Fonti vicine alla vicenda precisano tuttavia che è altamente improbabile che il principe riceva effettivamente tale somma, poiché gli ingenti costi di manutenzione e restauro necessari per il deteriorato Royal Lodge assorbirebbero qualsiasi eventuale credito. Anche per quanto riguarda i ricavi derivanti dagli immobili subaffittati al personale, fonti interne sostengono che sarebbero stati utilizzati esclusivamente per coprire spese di gestione e manutenzione, senza generare profitti personali. Il National Audit Office sottolinea però di non aver ricevuto documentazione sufficiente per verificare in modo indipendente tali affermazioni.

I privilegi dei Kent

Nel rapporto compare anche la situazione di Principe Michael di Kent che vive da decenni in un appartamento di Kensington Palace insieme alla moglie. La coppia ricevette l'abitazione come regalo di nozze nel 1978. Per molti anni ha versato appena 69 sterline a settimana per spese e manutenzione, equivalenti oggi a circa 4.200 euro l'anno. Quando la vicenda divenne pubblica all'inizio degli anni Duemila, fu annunciato che i coniugi avrebbero pagato un canone di mercato di circa 140.000 euro all'anno. Quello che non era mai stato reso noto è che la regina Elisabetta continuò a sostenere economicamente questo accordo e che re Carlo ha successivamente deciso di rispettare l'impegno assunto dalla madre nei confronti della coppia, oggi ultraottantenne e con problemi di salute.

Il curioso caso della principessa Alexandra

Tra gli aspetti più insoliti emersi dall'indagine figura quello di Principessa Alexandra, oggi ottantanovenne. La principessa vive a Thatched House Lodge, una storica dimora nel verde di Richmond Park, a sud-ovest di Londra. Nel 1995 un trust negoziò per suo conto un secondo contratto di locazione che resterà valido fino al 2144, quando teoricamente Alexandra avrebbe 207 anni. Per ottenere il rinnovo della concessione furono versati circa 780.000 euro, mentre il canone annuale per il terreno ammonta a circa 1.750 euro. Una cifra minima se confrontata con il valore della proprietà, che in caso di vendita potrebbe raggiungere diverse decine di milioni di euro. Anche sua figlia, Marina Ogilvy, beneficia di una sistemazione sul Windsor Estate, dove occupa un cottage con tre camere da letto pagando un affitto annuo di circa 20.300 euro.

Come funziona il sistema immobiliare della Corona

Il rapporto del NAO ha esaminato i rapporti tra due organismi fondamentali per la gestione del patrimonio immobiliare reale. Da una parte c'è il Crown Estate, che amministra un patrimonio da circa 15,6 miliardi di euro, comprendente quasi 2.500 proprietà in tutto il Regno Unito. L'ente è tenuto a ottenere il miglior prezzo possibile quando concede o vende immobili, compresi quelli destinati ai membri della famiglia reale. Dall'altra parte opera la Royal Household, che gestisce i palazzi reali occupati, tra cui Buckingham Palace, St James's Palace e Kensington Palace, oltre a circa 255 immobili utilizzati da membri della famiglia reale, dipendenti e affittuari privati.

La risposta di Buckingham Palace

Buckingham Palace ha accolto positivamente il rapporto, sottolineando la propria disponibilità alla trasparenza. “Siamo grati al National Audit Office per questo rapporto, che è in linea con l'impegno della Royal Household verso la trasparenza”. Il portavoce ha aggiunto: “Ci auguriamo che le conclusioni contribuiscano a correggere, chiarire o contestualizzare una serie di aspetti riguardanti le proprietà reali. Come evidenziato nel rapporto, gli accordi relativi agli immobili gestiti dalla Royal Household variano in base a diversi fattori, così da garantire che le residenze siano assegnate in modo appropriato tenendo conto della loro posizione, degli occupanti e della loro funzione”. Anche il Crown Estate ha difeso la correttezza delle procedure adottate: “Il Crown Estate accoglie con favore la revisione del National Audit Office, che conferma come i contratti di locazione con i membri della famiglia reale siano stati concordati in conformità con consulenze professionali indipendenti e valutazioni di mercato”.

Un dibattito destinato a continuare

Pur non accusando direttamente la famiglia reale di irregolarità, il rapporto ha acceso nuovamente i riflettori sui privilegi concessi ai Windsor e ai loro parenti. La questione potrebbe ora approdare in Parlamento, dove deputati e commissioni saranno chiamati a valutare se gli attuali accordi siano compatibili con gli standard di trasparenza e responsabilità richiesti alle istituzioni pubbliche moderne.

In particolare, il caso di Beatrice ed Eugenia rischia di diventare il simbolo di una domanda sempre più ricorrente nel Regno Unito; fino a che punto i membri della famiglia reale che non svolgono alcun ruolo ufficiale dovrebbero continuare a beneficiare di agevolazioni legate alla Corona?

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