Leggi il settimanale

Re Carlo via da Buckingham Palace, non sarà più la sua residenza. Ecco dove andrà a vivere. Ma a Londra è già polemica

Scelta già resa ufficiale. Buckingham Palace diventerà un bene nazionale con maggiori opportunità di accesso pubblico

Re Carlo via da Buckingham Palace, non sarà più la sua residenza. Ecco dove andrà a vivere. Ma a Londra è già polemica
00:00 00:00

Una notizia a dir poco clamorosa arriva dalla Gran Bretagna: dopo secoli di storia, il Re non abiterà più a Buckingham Palace. Una decisione che lascia attoniti, se si pensa a quante teste coronate abbiano abitato nel celebre palazzo reale. Eppure questa è stata la scelta di Re Carlo, che dimostra ancora una volta di essere un sovrano diverso da quelli che lo hanno ricevuto. Pochi giorni fa, ad esempio, ha reso pubblica la sua dichiarazione dei redditi.

A quanto pare la decisione di lasciare Buckingham Palace è stata già ufficializzata. Non si torna indietro, dunque, nessun ripensamento. Il palazzo verrà considerato come un bene storico nazionale e ci saranno molte più opportunità per il pubblico di accedervi e visitarlo.

"Il re e la regina non faranno di Buckingham Palace una residenza personale per riflettere il desiderio delle Loro Maestà che il Palazzo resti il centro cerimoniale della vita reale, il luogo di lavoro primario della casa reale e un bene storico nazionale con maggiori opportunità di accesso pubblico", è quanto si legge nel comunicato trasmesso dalla Corona.

In sostanza, la dimora dei sovrani inglesi diventerà una sorta di posto di lavoro per i regnanti, un luogo in cui svolgere le mansioni ufficiali e dove tenere gli incontri formali. Ma non sarà più una casa.

Il Re, infatti, vivrà a St James' Palace, dimora da lui molto amata. E anche il figlio William pare avere le stesse idee di suo padre.

Del resto, l'addio a Buckingham Palace era nell'aria. La Famiglia Reale non è più quella di una volta, i tempi non sono più quelli di una volta. Il palazzo ha i suoi anni, ha avuto necessità di importanti lavori di ristrutturazione e di restauro. La svolta, per quanto clamorosa, non dovrebbe sorprendere. La sensazione, però, è quella della chiusura di un ciclo.

Rimane il grandissimo affetto del sovrano per il palazzo che da sempre è stato il simbolo del potere della Famiglia Reale. "Rimarrà una sede di lavoro, ma stiamo cercando di ampliare l'accesso pubblico proprio per massimizzare il beneficio nazionale di un edificio finanziato pubblicamente", ha fatto sapere una fonte vicina al Re, riportata da Il Corriere.

Carlo ha sempre preferito vivere in altre sistemazioni, e questo è indubbio. La stessa Regina Elisabetta II, stando a certe fonti, non fu felice di trasferirsi a Buckingham Palaca quando salì al trono. Fu il suo Primo Ministro Winston Churchill ad arrivare quasi a imporglielo.

Scoppia la polemica dopo l'annuncio di Re Carlo

Una decisione, quella del Re, seguita dalla polemica. Una polemica legata anche al mega restauro da 370 milioni di sterline in corso nello stesso Palazzo che ha deciso di lasciare. Il tabloid di destra Daily Express sostiene che con questa decisione il sovrano "rischia di commettere il peggiore errore del suo regno". Sul fronte opposto, gli anti-monarchici di Republic hanno protestato. "Il governo ha accettato di spendere 370 milioni di sterline per ristrutturare Buckingham Palace, e ora Carlo non vuole usarlo", ha detto il leader del gruppo, Graham Smith.

La polemica, poi, riguarda anche la scelta di rendere nota la dichiarazione dei redditi. Il Times ha sottolineato come sia poco trasparente il metodo usato per calcolare le tasse pagate da Carlo III e dall'erede al trono.

Allo stesso tempo il Sovereign Grant, l'appannaggio messo a disposizione della dinastia Windsor dallo Stato per le spese istituzionali e quelle dei reali senior, è destinato a raddoppiare in tre anni, passando da 51,8 milioni di sterline del 2024-25 a 100 milioni nel 2027-28. La corona ha rivelato le tasse versate per venire incontro all'opinione pubblica, in un momento di crisi di popolarità per lo scandalo dei legami fra l'ex principe Andrea ed Epstein.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica