Più confusione che guerra di religione

Nessuno pensa agli sgorbi urbanistici e alla reciprocità

Più confusione che guerra di religione

Il dibattito tra Comune e Curia sul permesso di costruzione di una moschea al centro di Cornigliano ha accresciuto la confusione delle coscienze, rendendo i nodi quasi inestricabili. Intanto il Comune affronta la questione con una logica puramente gestionale senza rendersi conto del peso delle tradizioni, dello sgorbio urbanistico, della congestione nel centro di Cornigliano, senza porsi problemi di reciprocità con le città di provenienza degli islamici e i relativi problemi di libertà religiosa e di sicurezza. Hanno chiesto il sindaco e i suoi assessori Gabrielli e Morgano, in quello sgorbio urbanistico che hanno approvato, quale libertà i suoi fruitori islamici sono disposti a garantire ai cristiani nello loro città di provenienza? Il Comune non ha nulla da dire su Maria regina di Genova, quando si produce in presenze allegre e vistose a processioni e a presentazione di dipinti di cardinali viventi? Estetica e funzionalità dell’assetto urbanistico, tradizioni, sicurezza, reciprocità sono temi dello stato, pudore laico, di cui il Comune di una grande citta è parte organica e significativa. Ma questa giunta di centro sinistra su questi livelli appare sorda, cieca e muta, pura gestione di poteri assistiti e assistenziali sul pubblico territorio e denaro. Quando parlano di religioni e libertà religiosa orecchiano fra sette liberali dei cui non sanno la gravità per la loro anima. Ma la curia e i preti di Cornigliano non si tirano indietro nel creare confusione. Essi si muovono con argomenti attinenti in gran parte proprio alle questioni sopra elencate. Ma sul tema specifico della religione islamica nulla dicono, fermandosi alla libertà di culto che è fatto giuridico statuale e espressione della libertà che non esclude l’errore e il peccato. Ma sui pericoli per la salvezza dei loro fratelli e dei mussulmani e del fatto che la parola di Cristo non può essere pubblicamente annunziata nelle città d’origine dei futuri fedeli della moschea nulla osano dire. La confusione di poteri concordatari tra istituzioni comunali e cattoliche comporta questa confusione e la mancanza di verità dalle due parti. Ponzio Pilato ha fatto scuola, altro che città di Giovanni Battista, le cui ceneri fremono in Duomo.