da Ginevra
Finanza francese insieme a design e industria italiani per vincere la scommessa dellauto elettrica. Cédric Bolloré, direttore della divisione industriale della holding di famiglia e cugino del più noto Vincent, che siede nel salotto buono di Mediobanca (ed è il capofila dei grandi soci francesi che posseggono il 10% delle azioni, apportate allattuale patto di sindacato), al Salone di Ginevra sottolinea limpegno suggellato nella joint-venture con Pininfarina. «Entro un anno - dice al Giornale - sarà possibile prenotare la nuova city-car totalmente elettrica, bella e funzionale. Pininfarina è uno dei migliori designer al mondo e la cooperazione procede già a pieno ritmo». Una scommessa che non è più un azzardo e assomiglia a un salvagente per il carrozziere piemontese, impegnato a rilanciare lazienda. Tanto più se Vincent Bolloré dovesse decidere di diventare socio effettivo di Pininfarina, il cui consiglio di amministrazione è atteso lunedì al preconsuntivo e alla presentazione del nuovo piano finanziario e industriale.
«Oggi con loro stiamo lavorando bene - sottolinea Cédric Bolloré - ed entro il 2012 saremo in grado di fabbricare 15mila vetture lanno, da commercializzare in Europa, America e Asia». Così, grazie a un investimento di 150 milioni, negli stabilimenti di Grugliasco, in Piemonte, sta prendendo forma la piccola vettura, frutto di unattesa rivoluzione tecnologica: batterie al litio metallo polimero, capaci di unelevata densità di energia e soprattutto in grado di garantire unautonomia di 250 km e ricariche fino a una percorrenza di 200mila chilometri. Nessuna distrazione, poi, nemmeno di fronte a un eventuale interesse a cooperare anche con Fiat.
«Non ci interessa esplorare alle strade», è la replica secca di Bolloré.
«Con Pininfarina sfida da vincere»
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