Pirelli ristruttura e riorganizza il proprio business per i prossimi tre anni. «Abbiamo abbastanza liquidità e l’indebitamento scenderà da 1 miliardo a 800 milioni - ha esordito il presidente Marco Tronchetti Provera - e ora possiamo imboccare una nuova direzione verso il cambiamento». Il piano industriale al 2011, che il numero uno della Bicocca ha presentato ieri alla comunità finanziaria, ruota attorno a Pirelli Tyre e ai filtri antiparticolato, insieme allo sviluppo delle attività legate all’ambiente: mobilità sostenibile, edilizia ecocompatibile ed energie rinnovabili, la cui incidenza sui ricavi, a fine periodo, sarà del 40%, il doppio di quella attuale. Ma un ruolo di primo piano nella strategia di sviluppo del gruppo lo avrà anche la divisione immobiliare, i cui addetti scenderanno a 800 a fine 2009, per la quale è previsto un aumento di capitale di 400 milioni. «A Pirelli Re - ha spiegato Tronchetti Provera - abbiamo dato una sterzata, ristrutturando la società». Per la ricapitalizzazione Pirelli & C. si è dichiarata disponibile, oltre che a sottoscrivere la propria quota, anche a intervenire sull’inoptato. L’operazione ha comunque ricevuto l’interesse da parte delle banche.
Pirelli Re, inoltre, concentrerà i servizi immobiliari e la gestione del portafoglio nella Sgr di gruppo, «che aprirà il capitale a un socio di minoranza», ha precisato il direttore generale Claudio De Conto. In proposito, ha aggiunto Tronchetti, «abbiamo già un colloquio con un potenziale partner». Con questo piano Pirelli punta a raggiungere nel 2011 un fatturato di 4,7-4,8 miliardi e un margine dell’8% circa rispetto al 4,5-5% atteso a fine 2009. L’indebitamento netto, prima di eventuali dividendi, è atteso sempre nel 2011 inferiore agli 800 milioni, grazie a una generazione di cassa di 250 milioni. Tra gli asset che il gruppo potrebbe cedere, Tronchetti Provera ha indicato l’1,3% detenuto in Telecom Italia («quando ci saranno le condizioni di mercato ideali»), il 34,5% nell’americana Cy Optics (fotonica) e il 5% in Alcatel Submarine. Confermata invece la strategicità del 2% detenuto nella nuova Alitalia, dell’1,8% di Mediobanca, del 5,3% di Rcs MediaGroup e del 32,7% in Eurostazioni. L’annuncio che per l’esercizio 2008 non sarà pagato il dividendo, rinviando la distribuzione della cedola al prossimo esercizio, è stato accolto negativamente dalla Borsa che ha spinto giù dell’1,57% il titolo della Bicocca e affossato quello di Pirelli Re (meno 9,32%) che ha pagato la notizia della ricapitalizzazione. Negativa anche la controllante Camfin (meno 4,37%) per la quale, ha sottolineato Tronchetti, non c’è bisogno di ricapitalizzazione.
«Nel caso - ha aggiunto - la holding potrà ridurre l’indebitamento uscendo da Energie Investimenti, la joint venture con Gaz-de-France».
Il nocciolo duro della Bicocca resterà sempre il settore pneumatici, con Pirelli Tyre. Due le puntualizzazioni di ieri: nessuno scorporo allo studio per un’eventuale quotazione e nessuna ipotesi di acquisto della rivale tedesca Continental. Il 2009, comunque, sarà affrontato con estrema prudenza. «Prevediamo un anno difficile - ha commentato l’ad di Tyre, Francesco Gori - con volumi di vendita in calo, mentre nel 2010 e 2011 vediamo una ripresa. I margini dovrebbero comunque risalire al 6-7% e all’8-8,5% nel 2011, contro il 6,1% del 2008. Il gruppo ridurrà la capacità produttiva per una dimensione equivalente alla chiusura di una fabbrica, mentre i tagli al personale (1.500 unità) sono già stati effettuati».
Pirelli rilancia gli immobili e punta su Tyre e ambiente
Il piano triennale. La società di Real Estate aumenta il capitale di 400 milioni e apre a un socio di minoranza. Niente cedola per la Bicocca, giù il titolo
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.