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"Pnrr motore di energie essenziali, ma è prematuro fare un bilancio"

Pungetti: "Opportuno concentrare maggiori risorse sulle piccole realtà. Prioritario meno burocrazia"

"Pnrr motore di energie essenziali, ma è prematuro fare un bilancio"
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Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha rappresentato uno dei principali strumenti di rilancio dell'economia italiana negli ultimi anni, soprattutto dopo le difficoltà generate dalla pandemia. Tuttavia, secondo Confprofessioni, il bilancio complessivo del Piano richiede ancora tempo per essere valutato pienamente e presenta alcune criticità legate all'allocazione delle risorse.

A sottolinearlo è Maria Pungetti, componente di giunta nazionale della Confprofessioni, che evidenzia il ruolo positivo del Piano nel sostenere la ripresa economica. "Il Pnrr ha rappresentato un innesto di energie essenziale in un'economia indebolita dalla pandemia e caratterizzata da una crescita molto bassa. Una valutazione complessiva dei risultati - afferma Pungetti - sarebbe oggi prematura, considerando che l'Italia deve ancora completare oltre centosettanta obiettivi previsti dal cronoprogramma e che la spesa sta accelerando proprio in questa fase conclusiva del Piano". Negli ultimi anni Confprofessioni ha partecipato attivamente al confronto istituzionale sul PNRR, intervenendo nelle audizioni parlamentari e nei lavori della Cabina di Regia. In queste sedi la Confederazione ha sostenuto anche il processo di revisione del Piano e la prospettiva di una gestione più integrata delle risorse europee, coordinando Pnrr e fondi di coesione.

Non sono mancate, tuttavia, alcune osservazioni critiche. In particolare, Confprofessioni ritiene che sarebbe stato opportuno destinare una parte più consistente degli investimenti alle realtà economiche di dimensioni ridotte, come piccole imprese, microimprese e studi professionali.

"Gli interventi del Pnrr sulla digitalizzazione - osserva Pungetti - hanno riguardato prevalentemente le imprese medio-grandi". Sarebbe stato invece "utile progettare misure più semplici e mirate per le piccole realtà".

Un aspetto positivo riguarda invece il coinvolgimento delle competenze professionali nel supporto alla pubblica amministrazione. Il progetto 1.000 esperti, che ha previsto il reclutamento di professionisti per affiancare gli enti locali nell'attuazione del Piano, rappresenta per Confprofessioni un modello efficace di collaborazione.

"Quando il contributo dei professionisti viene inserito in una strategia di lungo periodo, consente di trasferire competenze tecniche avanzate alla pubblica amministrazione", spiega Pungetti.

Secondo Confprofessioni, una delle eredità più importanti del Pnrr riguarda anche il percorso di semplificazione amministrativa avviato negli ultimi anni.

"Le complicazioni burocratiche incidono sullo sviluppo economico e sulla

fiducia dei cittadini nelle istituzioni". Per questo i professionisti possono diventare alleati fondamentali delle amministrazioni nel rendere "più efficienti i rapporti tra Stato, imprese e cittadini", conclude Pungetti.

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