Il ministero dell’Economia guidato da Giancarlo Giorgetti rilancia la sfida del risparmio e lo fa con una formula mai sperimentata prima. Per la prima volta il Btp Valore arriva sul mercato in versione doppia: da lunedì 19 a venerdì 23 ottobre, fino alle ore 13 e salvo chiusura anticipata, i risparmiatori individuali potranno scegliere tra il classico Btp Valore con cedole trimestrali crescenti e il nuovo Btp Valore Insieme, che concentra tutto il rendimento in un unico pagamento alla scadenza. Entrambi i titoli durano cinque anni, con scadenza a ottobre 2031, e sono riservati esclusivamente al mercato retail. È la conferma di una strategia che il Tesoro di Giorgetti persegue con coerenza fin dalla prima emissione del 2023: avvicinare le famiglie italiane al debito pubblico del proprio Paese, rafforzando la quota di titoli di Stato detenuta in casa e rendendo l’Italia meno dipendente dagli umori degli investitori esteri.
Cedole trimestrali dal 3,70% al 4,70%
Il Mef ha comunicato oggi in una nota i tassi cedolari minimi garantiti. Il Btp Valore tradizionale pagherà cedole ogni tre mesi con un meccanismo a scalini: il 3,70% per il primo e il secondo anno, il 4,10% per il terzo e il quarto, il 4,70% per il quinto e ultimo. Una struttura che premia chi resta fedele al titolo fino alla fine e che garantisce nel frattempo un flusso regolare di entrate, utile per integrare il reddito o per reinvestire progressivamente quanto incassato. Durante il collocamento il titolo sarà identificato dal codice Isin IT0005735201.
Il cedolone del Btp Valore Insieme
La vera novità è il Btp Valore Insieme, contraddistinto dal codice Isin IT0005735227, che riconosce una cedola unica del 22,25% versata alla scadenza insieme al rimborso del capitale. Su un investimento di mille euro significa ricevere dopo cinque anni 222,50 euro lordi oltre alla somma versata. La cifra supera la semplice somma delle cedole del Btp Valore classico, che si ferma al 20,30%, e la ragione è squisitamente finanziaria: il denaro incassato prima vale di più, perché può essere speso o reinvestito subito, e chi rinuncia ai pagamenti intermedi viene compensato con un importo finale più generoso. All’emissione, dunque, i due titoli si equivalgono quanto a rendimento complessivo; cambia soltanto il modo in cui il risparmiatore riceve quanto maturato. I due strumenti potranno essere sottoscritti separatamente oppure insieme, così da costruire la combinazione più adatta alle proprie esigenze.
Tassi che possono solo salire
Quelli annunciati sono valori minimi. Il Mef ricorda infatti che i tassi potranno, «al termine del collocamento, essere rivisti, ma solo al rialzo, in base alle condizioni di mercato del giorno di chiusura dell’emissione». Una tutela concreta per chi investe: chi aderisce il primo giorno non corre il rischio di ottenere condizioni peggiori di chi arriva all’ultimo momento, e se i mercati dovessero muoversi in senso favorevole il ritocco andrà a beneficio di tutti i sottoscrittori. Non sarebbe una novità, visto che in passato il Tesoro ha già rivisto verso l’alto le cedole inizialmente comunicate.
Come si acquistano, senza commissioni
La sottoscrizione è semplice. Basta il proprio home banking, purché abilitato alle funzioni di trading online, oppure ci si può rivolgere alla banca o all’ufficio postale presso cui si possiedono un conto corrente e un conto deposito titoli. L’investimento minimo è di mille euro, il prezzo è alla pari e durante il periodo dell’offerta non si pagano commissioni. Il collocamento avviene sul Mot, il mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di Stato di Borsa Italiana, con Intesa Sanpaolo e UniCredit nel ruolo di banche dealer e Banca Monte dei Paschi di Siena e Banco Bpm come co-dealer: una squadra che riunisce i principali gruppi del credito italiano a sostegno di un’operazione pensata per il Paese. Anche alla scadenza il capitale sarà rimborsato alla pari e in un’unica soluzione.
I vantaggi fiscali dei titoli di Stato
A rendere il Btp Valore particolarmente conveniente contribuisce anche il fisco. Gli interessi sono tassati al 12,5%, poco meno della metà del 26% che grava sulla maggior parte degli altri strumenti finanziari. I titoli sono inoltre esenti dall’imposta di successione e, fino a 50mila euro investiti in titoli di Stato, non entrano nel calcolo dell’Isee: un dettaglio tutt’altro che marginale per le famiglie che accedono a prestazioni sociali agevolate. Per il piccolo risparmiatore la scelta si riduce così a una domanda semplice: incassare un po’ alla volta oppure mettere da parte e ritrovarsi un premio più consistente fra cinque anni. In entrambi i casi vale la regola di sempre, cioè scegliere una durata coerente con il proprio orizzonte temporale, perché chi vendesse prima della scadenza lo farebbe ai prezzi di mercato del momento
