Mettere in sicurezza i cantieri strategici ed evitare ritardi, in particolare per quelli che riguardano il Pnrr e quindi legati a scadenze stringenti. Questa è la ragione alla base dell'ultima operazione di Ferrovie dello Stato, che ieri ha acquisito il ramo d'azienda delle attività ferroviarie dell'impresa di costruzioni Pizzarotti di Parma per circa 180 milioni di euro. L'acquisizione riguarda 15 commesse per un valore complessivo dei lavori di circa 3 miliardi. Tra gli interventi ci sono l'Alta velocità Napoli-Bari, la Salerno-Reggio Calabria e il passante di Firenze. Per il via libera definitivo, previsto per febbraio, bisognerà attendere però alcuni passaggi tecnici come la decisione del tribunale sul completamento della composizione negoziata della crisi di Pizzarotti, e dell'Antitrust. L'acquisizione comprende anche il passaggio al gruppo guidato dall'amministratore delegato e direttore generale Stefano Antonio Donnarumma di circa 200 persone tra tecnici e operatori di cantiere.
Fin dal suo insediamento ai vertici del gruppo, Donnarumma progetta di integrare verticalmente la filiera produttiva, soprattutto laddove ci sono dei punti deboli. Il gruppo Pizzarotti, che versa in una condizione di crisi, rischiava di incontrare difficoltà nel portare a termine i cantieri ferroviari assegnati attraverso Rete Ferroviaria Italiana, la società del gruppo Fs responsabile della gestione e manutenzione della rete ferroviaria italiana. Per questo la società ha deciso di agire così come aveva fatto in passato per casi analoghi come quello del gruppo italo-indiano Firema, con l'obiettivo di internalizzare la produzione di treni e onorare commesse chiave come le 70 carrozze Intercity Notte e i convogli per Roma-Lido e Roma-Viterbo. Anche allora si trattava di andare a intervenire in soccorso di un'azienda in difficoltà, dove era presente anche una questione occupazionale con centinaia di posti di lavoro a rischio. Il fine ultimo è di mettere in sicurezza i cantieri chiave come quelli del Pnrr, con Fs che ha ancora da concludere lavori per 7 miliardi sui 25 assegnatele. Ma non è solo questo traguardo in cima alle priorità del gruppo: perché Fs sta lavorando alla realizzazione di un piano ambizioso che prevede 62 miliardi di investimenti sull'infrastruttura ferroviaria nel giro di 5 anni, impossibile da realizzare senza potersi affidare a imprese in grado di rispettare le consegne nei tempi previsti.
L'operazione su Pizzarotti era stata criticata a inizio dicembre dall'Ance che aveva segnalato a ministero dell'Economia, Ministero delle Infrastrutture, Autorità nazionale anticorruzione, Antitrust e Bruxelles rilievi su concorrenza, Codice degli appalti e commistioni tra pubblico e privato, funzionamento dell'in house ed equilibrio tra stazione appaltante e società che esegue i lavori oltre che profili sugli aiuti di Stato.
Il gruppo Fs tuttavia si è limitato ad acquisire solo le attività che avevano a che fare con i suoi cantieri ferroviari, senza alcuna finalità di espandersi nel mondo delle costruzioni o partecipare a gare in quel campo. Insomma, una sorta di azione preventiva per riuscire a rispettare gli impegni presi su opere strategiche per il Paese.