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Lagarde apre all'addio anticipato alla Bce: "Potrei lasciare prima del 2027"

La presidente della Banca centrale europea non esclude dimissioni prima della scadenza del mandato e spiega che una "voce europea" dovrebbe avere spazio nel dibattito presidenziale francese

Lagarde apre all'addio anticipato alla Bce: "Potrei lasciare prima del 2027"
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Christine Lagarde non esclude di lasciare anticipatamente la guida della Banca centrale europea. La presidente della Bce, in un'intervista rilasciata al giornale francese Les Echos, ha affermato che potrebbe dimettersi prima della scadenza del suo mandato fissata per ottobre 2027.

Alla domanda su un'eventuale uscita anticipata da Eurotower, anche in vista delle future elezioni presidenziali in Francia, Lagarde ha risposto: "È possibile. Penso che una voce europea debba farsi sentire nel dibattito presidenziale francese".

Le dichiarazioni della presidente della Bce arrivano alla vigilia della sua partecipazione agli "Incontri economici" in Provenza, dove è attesa domani insieme al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.

Lagarde e le dimissioni anticipate, le indiscrezioni circolate mesi fa

Le indiscrezioni su un possibile addio anticipato di Lagarde alla guida della Bce non sono nuove. Già nei mesi scorsi erano circolate voci su una sua uscita prima della scadenza del mandato, alimentate dall'ipotesi di un futuro ruolo nella politica francese. Ad aprile, però, era stata la stessa presidente dell'Eurotower a raffreddare le speculazioni, dichiarando che, in una fase di forte incertezza internazionale, "il capitano non lascia la sua nave".

Nel febbraio scorso, prima dello scoppio della guerra all'Iran, "potevo dire con un certo sollievo che la missione era compiuta, che avevo 70 anni e che, alla fine, potevo forse andare in pensione un po' in anticipo" aveva affermato a metà giugno la presidente della Bce dando il via a un susseguirdi di voci sul suo futuro. Ma, allo stesso tempo, Lagarde aveva spiegato che di fronte al ritorno dell'inflazione, "ho un senso del dovere e ritengo che quando c'è una tempesta, il capitano rimane a bordo" . La sua attenzione per il futuro della Francia, tuttavia, non l'ha mai nascosta. "Realizzare l'obiettivo e consegnare le chiavi di una banca centrale europea che abbia garantito la stabilità dei prezzi per i nostri concittadini è l'imperativo numero uno. L'imperativo numero due è la protezione della nostra moneta, affinché l'euro sia stabile, sicuro, una moneta rispettata, una moneta forte nel mondo, visto che oggi è la seconda valuta internazionale. Il terzo imperativo è quello di cui le parlavo prima: l'ancoraggio della Francia all'interno dell'Unione Europea", aveva spiegato.

Le parole pronunciate oggi a Les Echos segnano, quindi, un cambio di tono rispetto alla posizione espressa solo pochi mesi fa.

Che cosa potrebbe cambiare

Un'eventuale uscita anticipata di Lagarde dalla Bce potrebbe avere ripercussioni ben oltre la politica monetaria, riaprendo gli equilibri ai vertici dell'Unione europea. Il tema si intreccia con il cosiddetto Midterm previsto a gennaio, il momento in cui i leader europei faranno il punto sulla distribuzione dei principali incarichi comunitari. Nelle scorse settimane, a Bruxelles, erano circolate indiscrezioni su un possibile riassetto dei Top jobs, con Lagarde indicata come potenziale candidata alla guida della Commissione europea e la presidenza della Bce che potrebbe passare a un esponente sostenuto dalla Germania.

Si tratta di scenari privi di conferme ufficiali, ma un suo eventuale addio prima della scadenza del mandato aprirebbe inevitabilmente la partita per la successione in un momento particolarmente delicato per l'economia europea, ancora alle prese con le tensioni inflazionistiche e con gli effetti dei conflitti internazionali.

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