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Ponte Stretto, si va avanti ma con attenzione ai costi

La Ragioneria rafforza i paletti. Il Cdm dà l'ok alle modifiche. Salvini è soddisfatto: "L'importante resta partire quest'anno"

Ponte Stretto, si va avanti ma con attenzione ai costi
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Il progetto del Ponte sullo Stretto riparte, ma con una linea chiara: avanti con l'opera, senza pesare ulteriormente sui conti pubblici. È questa la sintesi dell'ultima versione del dl Infrastrutture, che dopo il via libera del Consiglio dei ministri del 5 febbraio è tornato ieri a Palazzo Chigi per un nuovo passaggio in Cdm alla luce delle osservazioni della Ragioneria generale dello Stato. Dal ministero delle Infrastrutture fanno sapere che il vicepremier Matteo Salvini ha espresso «grande soddisfazione», con la conferma dello stanziamento complessivo di 13,5 miliardi per la realizzazione dell'opera a partire dal 2026, in accordo con i dicasteri interessati.

Le correzioni introdotte dagli uffici guidati dalla ragioniera generale Daria Perrotta puntano a rafforzare il principio della sostenibilità finanziaria. Nel testo aggiornato viene infatti specificato che tutte le procedure necessarie per arrivare all'avvio dei lavori dovranno essere realizzate «senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica», utilizzando esclusivamente le risorse già disponibili. Una precisazione che non cambia l'obiettivo politico dell'esecutivo, ma ne definisce meglio il perimetro operativo: procedere spediti verso la realizzazione del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia, mantenendo però la massima attenzione all'equilibrio dei conti.

Il governo ha scelto dunque una strada prudente e istituzionale. Dopo i rilievi della Corte dei Conti sulla delibera Cipess che aveva approvato il progetto definitivo del Ponte, l'esecutivo ha preferito lavorare a una revisione dell'iter procedurale piuttosto che aprire un contenzioso con la magistratura contabile. L'obiettivo resta quello di superare le criticità segnalate e arrivare alla fase realizzativa dell'opera, ma nel pieno rispetto delle procedure e dei controlli previsti.

Sul fronte dei costi arrivano comunque rassicurazioni dalla società concessionaria. L'ad della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha spiegato che «non sono previsti extracosti per il Ponte». Il quadro economico complessivo resta quello già definito. «A parità di investimento complessivo di 13,5 miliardi di euro, con il decreto Infrastrutture sono stati modulati gli importi di ciascun anno di lavori per tener conto dello slittamento dei tempi conseguente alle note delibere della Corte dei conti», ha aggiunto. In altre parole, si tratta di una rimodulazione temporale delle risorse, non di un aumento della spesa.

Il lavoro tecnico prosegue dunque per aggiornare il piano economico-finanziario della società concessionaria, acquisire i pareri delle autorità competenti e predisporre la documentazione necessaria per una nuova delibera del Cipess

che possa superare definitivamente i rilievi della magistratura contabile. Salvini, dal canto suo, ha evitato qualsiasi polemica. «In quest'anno non do più scadenze mensili» perché l'importante «è che questo sia l'anno».

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