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Xi accoglie Trump: "Cina e Usa siano partner per superare ogni rischio". Ma avverte su Taiwan: "Potremmo entrare in guerra se gestita male"

A Pechino i due leader hanno rilanciato il dialogo puntando sulla stabilità e sulla cooperazione, nonostante le persistenti divergenze su commercio e Taiwan

Xi accoglie Trump: "Cina e Usa siano partner per superare ogni rischio". Ma avverte su Taiwan: "Potremmo entrare in guerra se gestita male"
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Com'è andato l'attesissimo summit tra Donald Trump e Xi Jinping? "È stato meraviglioso! Ci sono state molte cose positive", ha gridato Elon Musk ai giornalisti uscendo dalla maestosa Grande Sala del Popolo di Pechino. Tim Cook, amministratore delegato di Apple e altro compagno di viaggio del presidente statunitense, ha invece fatto il segno della pace, mentre Jensen Huang, a capo di Nvidia, ha detto che i due leader "sono stati incredibili". La parola d'ordine di questo vertice è stata una: stabilità. "Gli interessi comuni tra Cina e Stati Uniti superano le nostre divergenze", ha dichiarato Xi accogliendo il suo ospite e aggiungendo che "la stabilità nelle relazioni sino-americane è un vantaggio per il mondo intero". "Siamo sempre andati d'accordo anche quando c'erano difficoltà, le abbiamo superate", ha incalzato Trump aprendo al dialogo.

Dalla Trappola di Tucidide alla necessità del dialogo

Nel suo discorso di apertura Xi ha presentato il vertice come un momento di rilevanza globale, sostenendo che la stabilizzazione delle relazioni tra Stati Uniti e Cina fosse importante non solo per entrambe le economie, ma per il mondo intero. Il presidente cinese ha quindi citato la famigerata Trappola di Tucidide, ovvero la teoria secondo cui una potenza emergente e una egemone sarebbero destinati alla guerra. "Riusciranno la Cina e gli Stati Uniti a superare la Trappola di Tucidide e a creare un nuovo paradigma per le relazioni tra le grandi potenze? Riusciranno a collaborare per affrontare le sfide globali e a infondere maggiore stabilità nel mondo?", ha chiesto Xi a Trump.

È stata in realtà una domanda retorica, visto che subito dopo lo stesso Xi ha proseguito spiegando che il 2026 potrebbe essere un anno storico, in positivo, per i legami tra Usa e Cina. Lo stesso Xi ha esortato le due parti a essere "partner piuttosto che avversari", ripetendo una frase che aveva usato durante le tensioni con l'amministrazione Biden sulle restrizioni tecnologiche. Ha inoltre esortato Washington e Pechino a collaborare per orientare le relazioni "nella giusta direzione".

Inaspettata la replica di Trump: "Sei un grande leader. Lo dico a tutti. Sei un grande leader. A volte alla gente non piace che lo dica, ma lo dico comunque, perché è vero". E ancora: "Io ti chiamavo e tu chiamavi me ogni volta che avevamo un problema, la gente non lo sa, ogni volta che avevamo un problema. Lo abbiamo risolto molto velocemente e avremo un futuro fantastico insieme".

"Usa e Cina siano partner"

Trump ha lasciato intendere che i principali obiettivi della sua visita potrebbero essere incentrati sul commercio. Non a caso, l'inquilino della Casa Bianca ha sottolineato di aver portato con sé la "migliore" delegazione imprenditoriale, composta esclusivamente dalle aziende più importanti degli Stati Uniti, "e sono qui oggi per rendere omaggio a voi e alla Cina". Nel corso della cerimonia di benvenuto - aspetto niente affatto scontato - Trump e Xi hanno condiviso alcuni momenti di intimità e vicinanza, scambiandosi diverse pacche sulle spalle e intrattenendo brevi conversazioni.

Trump ha espressamente detto a Xi che era "un onore essere suo amico", mentre il leader cinese ha replicato suggerendo per l'ennesima volta che le due parti dovrebbero essere partner e non rivali.

Restano tuttavia evidenti divergenze nelle agende di Usa e Cina – da Taiwan ai rapporti commerciali – dossier che verranno presumibilmente affrontati nelle prossime ore, a porte chiuse, lontano dai riflettori globali. Diverso anche l'approccio pubblico mostrato dai due leader. Mentre Xi ha inquadrato le relazioni tra Stati Uniti e Cina come una questione di stabilità globale e di scelta storica, Trump si è affidato a elogi personali e cerimonie.

Il nodo Taiwan e i rapporti commerciali

Il presidente cinese Xi Jinping ha avverito il presidente statunitense Donald Trump che Stati Uniti e Cina potrebbero "entrare in conflitto" se la questione di Taiwan venisse gestita in modo errato. Lo riportano i media statali. Nel corso dei colloqui in corso il leader cinese Xi Jinping ha sollevato con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump la delicata questione di Taiwan e ha sottolineato che "la questione di Taiwan è il tema più importante nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti" e che "se gestita correttamente, le relazioni tra i due Paesi possono mantenere una stabilità generale", ma "se non gestita correttamente, i due Paesi potrebbero scontrarsi o addirittura entrare in conflitto, spingendo l'intero rapporto sino-americano in una situazione molto pericolosa". Lo riporta Xinhua.

"I fatti hanno dimostrato più e più volte che le guerre commerciali non hanno vincitori".

Lo ha affermato il presidente cinese Xi Jinping - come riporta l'agenzia Xinhua - nel corso dell'incontro con il presidente Usa Donald Trump. "Laddove esistono disaccordi e attriti, la consultazione paritaria è l'unica scelta giusta", ha detto Xi invitando le due parti a mantenere "congiuntamente lo slancio positivo che hanno faticosamente creato".

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