L’intelligenza artificiale divide il Congresso americano, mentre cresce la pressione per introdurre misure di controllo della tecnologia. I parlamentari hanno appena una settimana prima di lasciare Washington per dedicarsi alla campagna elettorale per le midterm di novembre, e faticano a trovare un accordo su come e quando disciplinare l’IA. I democratici e alcuni repubblicani spingono per una maggiore regolamentazione, mentre Donald Trump respinge critiche e timori, definendoli ripetutamente una «bufala».
«Sono lo smascheratore di bufale e proprio ora ne sto smentendo un’altra: quella secondo cui l’IA prenderà il sopravvento, divorerà e distruggerà il mondo, e i robot marceranno nelle nostre città eliminandoci tutti», scrive il presidente su Truth, paragonando tali preoccupazioni agli avvertimenti sul cambiamento climatico, già liquidati in passato nonostante le prove scientifiche, e alle indagini sui suoi presunti legami con la Russia durante il primo mandato.
Le preoccupazioni riguardo a una tecnologia fuori controllo si moltiplicano da settimane, da quando OpenAI ha riferito che alcuni modelli sperimentali erano riusciti a evadere dagli ambienti di test protetti, accedendo a Internet e coordinandosi per attaccare Hugging Face, una piattaforma di archiviazione di codice informatico. Gli americani stanno inoltre esprimendo crescente contrarietà ai data center, e il Congresso appare in una situazione di stallo.
Trump sostiene che gli Stati Uniti non possono perdere la corsa all’IA contro la Cina, ma dietro le quinte i consiglieri della Casa Bianca si stanno affrettando a delineare un politica equilibrata per regolamentarla. Secondo fonti del New York Post, l’amministrazione sarebbe propensa a un’autoregolamentazione con l’introduzione di un codice di condotta che introduce misure di salvaguardia contro gli abusi dell’intelligenza artificiale: «Potrebbero essere imposte alcune limitate tutele, ma quello sarebbe il loro limite massimo». Una delle ipotesi allo studio è quella di costringere le società del settore a sostenere i costi per il proprio consumo di elettricità e acqua. Intantoil leader della minoranza democratica alla Camera Hakeem Jeffries chiede un intervento immediato di Capitol Hill: si tratta del suo appello più urgente finora per introdurre misure di controllo su questa tecnologia in rapida evoluzione, alla luce degli avvertimenti secondo cui, se lasciata senza freni, potrebbe portare all’estinzione dell’umanità. «La crescita esplosiva dell’intelligenza artificiale e le sfide che ne derivano non sono una bufala - sottolinea Jeffries - È una realtà concreta, a prescindere da ciò che sostiene Trump al riguardo, e richiede un’azione decisa e immediata da parte del Congresso, in linea con quanto auspicato dai principali esperti del settore: ovvero rallentare il ritmo per tutelare la salute, la sicurezza e il benessere del popolo americano». Jeffries invita lo speaker della Camera Mike Johnson a mantenere le Camere in sessione «finché non verranno adottate misure decisive» a questo scopo. Mentre per il senatore dem Jon Ossoff, il comandante in capo ha dei conflitti di interesse sull’IA in seguito agli investimenti della sua famiglia nel settore.
