Donald Trump ha annunciato che "l'America governerà il Venezuela". La dichiarazione rilasciata ieri in conferenza stampa dal presidente Usa ha sorpreso molti osservatori e ha sollevato perplessità e interrogativi, non solo tra il popolo Maga. Fornire qualche risposta nella fase attuale appare del tutto prematuro, forse persino per lo stesso capo della Casa Bianca, ma le prime esternazioni dell'amministrazione repubblicana lasciano intravedere quella che potrebbe essere la strategia Usa post-Maduro.
A partire proprio dalle parole del commander in chief. Durante l'incontro con i giornalisti a Mar-a-Lago, Trump ha affermato che intende governare il Paese sudamericano "finché non potremo effettuare una transizione sicura, adeguata e giudiziosa" verso una nuova leadership. "Non possiamo correre il rischio che qualcuno altro prenda il controllo del Venezuela senza avere a cuore il bene del popolo venezuelano", ha aggiunto il presidente. Poco prima The Donald aveva dichiarato a Fox News che gli Stati Uniti saranno "molto coinvolti" nel decidere chi governerà a Caracas.
Chi possa guidare, almeno in parte, il governo venezuelano lo ha svelato il presidente quando ha spiegato affiancato dal suo segretario di Stato che "non c'è nessuno che può governare ora" precisando che "c'è una vicepresidente che ha parlato con Marco Rubio e si è resa disponibile a fare quello che è necessario fare. Non ha scelta". Il riferimento è a Delcy Rodríguez, l'ex numero due del regime che, come stabilito dalla Corte Suprema del Venezuela, è stata nominata presidente del Paese ad interim dopo l'estrazione di Maduro compiuta dalle forze speciali statunitensi.
Stando a quanto riportato dal New York Times, funzionari Usa avevano già stabilito da settimane che Rodríguez potesse essere un candidato "accettabile" per sostituire l'ex delfino di Hugo Chavez. Almeno per il momento. In particolare la vicepresidente avrebbe impressionato i funzionari di Trump per la sua gestione dell'industria petrolifera venezuelana e l'amministrazione repubblicana sarebbe convinta che Rodríguez potrebbe proteggere e sostenere i futuri investimenti energetici americani in Venezuela.
Un alto funzionario statunitense ha dichiarato al New York Times di aver seguito la carriera dell'ex vice di Maduro "per molto tempo, quindi ho un'idea di chi è e di cosa si occupa". "Non sto affermando che lei sia la soluzione definitiva ai problemi del Paese", ha proseguito la fonte del quotidiano Usa, "ma è sicuramente qualcuno con cui pensiamo di poter lavorare ad un livello molto più professionale di quanto siamo riusciti a fare" con il suo predecessore.
La decisione di puntare su Rodríguez avrebbe deluso i sostenitori della leader dell'opposizione venezuelana María Corina Machado, vincitrice l'anno scorso del premio Nobel per la Pace. Machado, subito dopo che si era diffusa la notizia dell'arresto di Maduro, aveva fatto sapere di essere "pronta per tornare al potere". "Penso che sarebbe molto difficile", ha detto il presidente Usa commentando l'ipotesi di una presa del potere da parte della leader dell'opposizione. "È una donna molto simpatica, ma non ha il sostegno", ha aggiunto Trump su Machado, di fatto, scaricando la premio Nobel rispetto alla quale, rivela il New York Times, non nutrirebbe in realtà una grande simpatia.
Dall'amministrazione Usa fanno sapere che il rapporto con il governo ad interim di Rodríguez si baserà sulla sua capacità di giocare secondo le regole di Washington, scrive ancora il quotidiano della Grande Mela, e che la Casa Bianca si riserva il diritto di lanciare ulteriori azioni militari se Caracas non rispetterà gli interessi americani. Intanto la vicepresidente venezuelana è apparsa in video per sostenere che "esiste solo un presidente di questo Paese ed è Nicolas Maduro". "Abbiamo il diritto incrollabile di difendere la dignità del nostro popolo e del nostro Paese", ha tuonato Rodríguez invitando il popolo venezuelano a "mantenere la calma" e ad affrontare la situazione "insieme, in perfetta unità nazionale".
La nuova leader del Venezuela ha poi esortato affinché "la fusione di polizia, esercito e popolo" diventi "un unico corpo" per difendere "il nostro amato Venezuela" in questa "fase di difesa della nostra sovranità e della nostra indipendenza nazionale". L'Agenzia per la Sicurezza Cittadina e "il pieno potere nazionale" del Venezuela sono stati attivati, ha detto Rodríguez sottolineando che l'obiettivo "è riaffermare la difesa dell'indipendenza, della sovranità e dell'integrità territoriale", da lei definite "selvaggiamente attaccate".
Nonostante la condanna pubblica
dell'attacco espressa da Rodríguez, un funzionario dell'amministrazione ha dichiarato che è troppo presto per trarre conclusioni sul suo approccio e che Washington rimane ottimista sulla possibilità di collaborare con lei.