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Fregata russa apre il fuoco nella Manica: colpi contro un yacht. E Londra apre un'indagine

L'episodio che coinvolge l'Admiral Grigorovich arriva dopo il blitz dei Royal Marines contro una petroliera della flotta ombra di Mosca

Fregata russa apre il fuoco nella Manica: colpi contro un yacht. E Londra apre un'indagine
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L'ennesimo confronto tra Russia e Regno Unito non si è consumato nei cieli ucraini né nelle sale della diplomazia, ma nelle acque del Canale della Manica. Una fregata russa, la Admiral Grigorovich, avrebbe esploso colpi d'avvertimento nei confronti di uno yacht civile battente bandiera britannica dopo che le due imbarcazioni si sarebbero avvicinate durante la navigazione. I colpi di arma da fuoco sarebbero stati esplosi a meno di 500 metri dall’imbarcazione vicino all'Isola di Wight.

Secondo quanto riportato dal Telegraph, la guardia costiera britannica ha ricevuto nella giornata di lunedì la segnalazione dell'equipaggio dell'imbarcazione civile, che ha denunciato l'uso di warning shots da parte della nave da guerra russa.

L'episodio, se confermato ufficialmente, rappresenterebbe un salto di qualità nelle tensioni marittime tra Mosca e Londra. Non si tratterebbe infatti di un'interazione tra unità militari, bensì del coinvolgimento diretto di un'imbarcazione civile in uno dei corridoi marittimi più trafficati del mondo.

L'incidente nel Canale e il ruolo dell'Admiral Grigorovich

Secondo la ricostruzione del quotidiano britannico, lo yacht avrebbe riferito alle autorità costiere che la fregata ha aperto il fuoco con colpi d'avvertimento dopo un avvicinamento tra le due unità. Al momento non risultano feriti né danni all'imbarcazione civile e il Ministero della Difesa britannico non ha ancora diffuso una versione ufficiale dettagliata dei fatti.

La Admiral Grigorovich non è una presenza nuova nelle acque prossime al Regno Unito. Da settimane la nave, appartenente alla Flotta del Mar Nero di Vladimir Putin, viene monitorata dalla Royal Navy mentre accompagna petroliere riconducibili alla flotta ombra russa e staziona nei pressi delle coste britanniche. Negli ultimi mesi è stata osservata anche vicino a infrastrutture sensibili, inclusi parchi eolici offshore al largo della costa del Suffolk.

Al momento dell'incidente, due pattugliatori britannici della classe River, HMS Mersey e HMS Tyne, stavano seguendo i movimenti della fregata russa attraverso il Canale, in un'operazione di sorveglianza ormai diventata quasi permanente.

Il precedente più noto risale al 2021, quando Mosca sostenne di aver sparato colpi d'avvertimento contro il cacciatorpediniere britannico HMS Defender nel Mar Nero. Londra negò allora la versione russa, affermando che la nave stesse effettuando un passaggio innocente nelle acque territoriali ucraine. Da allora il confronto marittimo tra i due Paesi non si è mai realmente interrotto.

La risposta britannica e la guerra alla "flotta ombra"

Il clima è già da tempo esacerbato e negli ultimi giorni ancor di più. Nelle prime ore di domenica, su ordine del premier Sir Keir Starmer, Royal Marines e agenti della National Crime Agency hanno abbordato nel Canale della Manica la petroliera Smyrtos, sospettata di appartenere alla rete di navi utilizzate da Mosca per esportare petrolio eludendo le restrizioni occidentali.

L'operazione, durata circa sei ore, è stata descritta dal governo britannico come il primo intervento autonomo di Londra contro una nave della flotta ombra russa. Starmer l'ha definita "un altro colpo alla macchina bellica di Putin", mentre il Ministero della Difesa ha ribadito l'intenzione di continuare a contrastare i traffici che finanziano l'invasione dell'Ucraina.

La presenza di unità militari russe a protezione delle petroliere ha però reso evidente quanto il confine tra applicazione delle sanzioni e rischio di incidente armato sia diventato sottile.

Dai cavi sottomarini ai colpi sparati: il nuovo fronte della deterrenza

L'episodio conferma la crescente militarizzazione delle acque britanniche. Già nei mesi scorsi l'allora ministro della Difesa John Healey aveva denunciato la presenza di sommergibili russi attivi nelle vicinanze delle infrastrutture sottomarine del Regno Unito, comprese le reti di cavi che collegano l'Europa al Nord America.

Per Londra, la minaccia non riguarda più soltanto un'ipotetica invasione convenzionale, ma una strategia

di pressione continua fatta di attività ibride, sorveglianza delle infrastrutture critiche, protezione della flotta ombra e dimostrazioni navali calibrate per restare al di sotto della soglia del conflitto aperto.

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