La riunione dei ministri della Difesa dei Paesi della Nato andata in scena ieri non deve essere stata esattamente una passeggiata. Stando infatti a quanto riportato dal Washington Post, durante l’incontro, il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha rimproverato i rappresentanti dell’Alleanza atlantica per la condotta seguita dalle rispettive nazioni. Attingendo ad un repertorio già adoperato da altri componenti dell’amministrazione statunitense, il capo del Pentagono ha affermato che “invece di carri armati, aerei da combattimento e sistemi di difesa aerea, l’attenzione (degli alleati) si è concentrata sulla parità di genere, sui cambiamenti climatici e sull’austerità in materia di difesa”.
“I confini europei si sono spalancati”, ha dichiarato Hegseth, “lo stato sociale si è espanso, i bilanci della difesa sono crollati, insieme alla fiducia dell’Europa in sé stessa e nella propria civiltà”. Per il segretario alla Difesa americano “per troppo tempo, la Nato è stata una tigre di carta e una strada a senso unico”. L’ex anchorman di Fox News ha quindi avvertito che adesso la musica è cambiata e che “siamo stati chiari e franchi nel voler ripristinare il ruolo e il carattere militare fondamentale” dell’Alleanza.
Facendo riferimento ai recenti incrementi degli stanziamenti per la difesa approvati dai partner atlantici, Hegseth ha riconosciuto che “alcuni dei nostri alleati hanno colto il messaggio e si sono fatti avanti”. “Sapete chi siete e ve ne siamo molto grati”, ha proseguito il capo del Pentagono senza indicare i Paesi “virtuosi”. “È stato vergognoso”, ha invece tuonato Hegseth alludendo alle nazioni che non hanno accolto i numerosi appelli di Donald Trump in favore di un aumento delle spese militari o che non hanno acconsentito ad usare le basi sui loro territori durante l’operazione Epic Fury.
Dopo il duro rimbrotto, il segretario alla Difesa Usa ha annunciato che il Pentagono “esaminerà la presenza militare e le basi statunitensi in Europa”. Una revisione che dovrebbe durare sei mesi e che ha l’obiettivo di ridurre la presenza militare a stelle e strisce nella regione e trasferire una parte maggiore del ruolo degli Stati Uniti nella Nato agli alleati del Vecchio Continente. L’iniziativa americana, ha aggiunto Hegseth, “è concepita per garantire che la Nato si muova rapidamente e irreversibilmente verso un ruolo guida dell’Europa”. Poi la precisazione: “continueremo a monitorare gli alleati” che non adempiono a quanto richiesto dalla Casa Bianca anticipando che alcune nazioni “non supereranno” la revisione e che gli Usa potrebbero ridurre il loro contributo annuale al bilancio comune dell’Alleanza se i Paesi del Vecchio Continente non aumenteranno a sufficienza le loro spese militari.
Stando a quanto dichiarato da fonti diplomatiche riportate dal Washington Post, l’amministrazione Trump intende ridurre il numero di aerei da combattimento, droni da ricognizione e navi da guerra che attiverebbero per l’Europa in caso di guerra o crisi. Intanto i funzionari della Nato starebbero già valutando quali Paesi potrebbero colmare il vuoto che gli States si apprestano a lasciare.
La riduzione delle forze americane in tempo di guerra entra in vigore immediatamente, ha affermato giovedì il segretario generale della Nato Mark Rutte, il quale ha indicato che si tratta di un taglio del contributo degli Stati Uniti alla risposta di emergenza dell’Alleanza e non alla presenza militare Usa già esistente in Europa. Puntualizzazioni che nell’attuale disordine globale non rassicurano più di tanto quelli che un tempo si consideravano gli alleati principali dell’America.