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Politica estera

Il Labour tiene il seggio che fu di Starmer. Verdi spaccati

A Holborn and St Pancras, nel cuore di Londra, la suppletiva per il seggio lasciato dall’ex premier premia Sagal Abdi-Wali: la candidata laburista, 42 anni, figlia di rifugiati somali, ottiene il 45 per cento

Sagal Abdi-Wali

Il Labour tiene il collegio di Keir Starmer e respinge la sfida dei Verdi. A Holborn and St Pancras, nel cuore di Londra, la suppletiva per il seggio lasciato dall’ex premier premia Sagal Abdi-Wali: la candidata laburista, 42 anni, figlia di rifugiati somali, ottiene il 45 per cento. Zack Polanski, leader nazionale dei Verdi, si ferma al 33. Triplica i consensi del partito, ma manca la conquista del fortino laburista. Lontane le destre: conservatori al 7 per cento, Reform Uk al 6,5. I liberaldemocratici raccolgono appena il 3. Per il nuovo premier Andy Burnham è una conferma del rilancio del Labour dopo la stagione Starmer. Gli elettori «hanno votato per la speranza», dice. Abdi-Wali promette iniziative sociali e per «i senzatetto», senza insistere sulla Palestina, tema centrale nella campagna di Polanski.

Il voto riapre anche lo scontro all’interno proprio dei Verdi, il cui leader, malgrado abbia triplicato i voti, deve ora affrontare le contestazioni interne, aggravate dalla mozione approvata al congresso di Brighton: il testo definisce il sionismo un’ideologia «razzista» e propone «uno Stato unico» in Palestina. Burnham ne chiede la revoca perché contraddice la soluzione dei due Stati. Alla reazione israeliana si aggiungono le critiche della comunità ebraica britannica. Vivien Lichtenstein, dei Jewish Greens, chiede le dimissioni di Polanski. Lui le esclude e rivendica la crescita elettorale. Sulla mozione ammette alla Bbc: «Non l’avrei votata». La giudica «imperfetta» e ricorda di aver sostenuto una versione emendata, più aperta ai due Stati.