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Politica estera

Il “voto” su Trump, l’economia e la democrazia: cosa dicono i primi exit poll sulle midterm

Americani insoddisfatti della situazione del Paese, gradimento del presidente al 38% e crescente richiesta di un Congresso che controlli il potere della Casa Bianca

Il sole è tramontato sulla costa est degli Stati Uniti. Con la chiusura ufficiale dei primi seggi elettorali alle 18:00 (ora locale) in Kentucky e Indiana, ha inizio una nuova fase della serata: la pubblicazione dei risultati degli exit poll.

Alle 17:00 della costa orientale americana, le 23.00 italiane, le principali emittenti statunitensi hanno cominciato a diffondere i primi dati, restituendo l’immagine di un Paese attraversato dall’insoddisfazione economica, dalla polarizzazione politica e da una crescente richiesta di controllo sull’operato della Casa Bianca.

Secondo alcuni risultati preliminari a livello nazionale del sondaggio CNN Voter Poll, gli elettori sono in generale insoddisfatti dello stato del Paese, delle condizioni economiche e dell’operato del presidente Donald Trump. Circa tre quarti degli elettori a livello nazionale si dichiarano insoddisfatti o peggio per come stanno andando le cose nel Paese, e quasi 4 su 10 si definiscono arrabbiati.

Simili le rilevazioni diffuse da CBS News, secondo le quali il gradimento di Trump si attesta intorno al 38%, un livello particolarmente basso per un presidente chiamato ad affrontare il giudizio degli elettori a metà mandato. Il dato è coerente con quanto emerge dall’AP Voter Poll, secondo cui circa sei elettori su dieci disapprovano l’operato dell’inquilino della Casa Bianca.

Ancora più significativo è il dato relativo ai rapporti tra Trump e Congresso. Circa sette elettori su dieci ritengono che il Parlamento dovrebbe fare di più per controllare il potere del presidente. Un’indicazione che potrebbe essere segno di un successo dem.

A dominare le preoccupazioni degli americani resta tuttavia l’economia. Secondo i dati preliminari dell’AP Voter Poll, il 39% degli elettori indica le questioni economiche come principale problema del Paese, davanti alla tenuta democratica, citata dal comunque dal 32%. Seguono l’immigrazione, con il 14%, e la sanità, con l’8%. Il costo della vita, l’inflazione e la perdita di potere d’acquisto continuano dunque a pesare sulle scelte degli elettori: circa sei intervistati su dieci, infatti, attribuiscono direttamente ai Trump una responsabilità per il livello elevato dei prezzi.

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