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Politica estera

James Talarico, chi è il seminarista di 37 anni che ha strappato il Texas ai repubblicani

Dopo 38 anni i democratici riconquistano un seggio al Senato in Texas e vincono anche la corsa a governatore. Dall’infanzia difficile alla politica, l’ascesa del 37enne

Il candidato dem James Talarico

La fortezza rossa è caduta. La vittoria di James Talarico per la corsa a senatore del Texas, combinata a quella della compagna di partito Gina Hinojosa per la carica di governatore, rappresenta uno dei colpi più duri messi a segno dai dem contro i repubblicani alle elezioni di midterm. “Occhi lucidi, cuori colmi, non possiamo perdere”. Questo lo slogan del trentasettenne seminarista presbiteriano preso a prestito dalla fortunata serie sportiva Saturday Night Live, ambientata proprio nel Lone Star State. Uno slogan che stanotte si è trasformato in realtà.

Era dal 1988, ai tempi di Lloyd Bentsen, che i democratici non eleggevano un senatore democratico. L’ultimo tentativo che aveva suscitato grandi attese aveva riguardato Beto O’Rourke nel 2018 ma in quell’occasione i sostenitori del partito dell’asinello erano rimasti a bocca asciutta, ormai rassegnati ad una vittoria che sembrava non arrivare mai.

Chi è James Talarico, il democratico che ha conquistato il Texas

La lunga traversata nel deserto per i dem si è però conclusa in questa notte nerissima per i repubblicani. E chi pensa che Talarico sia stato avvantaggiato dallo tsunami che ha travolto i repubblicani praticamente in tutti i principali battleground rischia di non cogliere il particolare carisma che contraddistingue il giovane presbiteriano e che lo ha portato alla vittoria. Texano di ottava generazione, Talarico è nato in una piccola città a nord di Austin. Sua madre Tamara era la figlia di un predicatore che lascio casa appena maggiorenne. Suo padre, nella descrizione fornita dalla mamma del neo senatore, era un alcolizzato e incline alla violenza. Tamara lo lasciò portandosi via James e vivendo nella stanza di un hotel in cui lavorava. Le cose cominciarono a migliorare quando la mamma del futuro candidato democratico trovò un appartamento in città e incontrò, per poi sposarlo, Mark Talarico, un responsabile vendite.

Che Talarico fosse destinato a grandi cose lo avevano capito in tanti sin dai tempi della scuola, quando manifestò il suo interesse per la recitazione e per l’arte oratoria. All’epoca fu infatti premiato dai membri del dipartimento di teatro come la persona con maggiori probabilità di diventare presidente. Successivamente Talarico ebbe modo di coltivare le sue ambizioni politiche all’Università del Texas ad Austin, dove guidava gli University Democrats.

La campagna contro Trump e la sfida ai potenti

“C’è qualcosa di rotto in America”, si legge nella pagina di presentazione della campagna del seminarista che menziona come l’economia, la politica e persino le “nostre relazioni con gli altri” non funzionino più. Il motivo, prosegue il neo senatore, è da attribuire “ai potenti nel mondo che vogliono che sia così”. Talarico ha incentrato la corsa al Senato denunciando la divisione non tra destra e sinistra ma tra chi è in alto e chi è in basso puntando sul contrasto alle politiche antimmigrazione dell’amministrazione Trump e sulla battaglia contro l’influenza dei ricchi sulla politica a stelle e strisce. La sua competizione contro il candidato repubblicano Ken Paxton è stata tra l’altro la più costosa mai registrata in America, complice anche l’intervento pro-Gop fornito da Elon Musk. Talarico ha vinto conquistando il sostegno dei latinos e nonostante gli attacchi infamanti lanciati dal campo avversario. La sua vittoria in Texas supera i confini dello Stato e verrà adesso guardata con attenzione a livello nazionale da chi immagina che il carismatico presbiteriano abbia ambizioni politiche ben più ampie. Forse già a partire dal 2028.

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