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Politica estera

Keisha Lance Bottoms, chi è la dem e prima donna afroamericana a diventare governatrice della Georgia

Ex sindaca di Atlanta ed ex consigliera del presidente Joe Biden, è la prima donna afroamericana a guidare lo Stato

Georgia, storicamente uno stato in bilico, dove i margini di vittoria nelle elezioni statali sono ristretti, e fino a pochi giorni fa il miliardario della sanità Rick Jackson era dato per favorito. Questa notte, invece, l’ha spuntata lei: Keisha Lance Bottoms, 56 anni, originaria di Atlanta e figlia del celebre musicista blues Major Lance.

La Georgia non eleggeva un governatore democratico dal 1998, quando vinse Roy Barnes. Dopo la sua sconfitta nel 2002, i repubblicani avevano mantenuto ininterrottamente il controllo. La vittoria della candidata dem interrompe dunque oltre vent’anni di predominio rosso nell’esecutivo statale, confermando la progressiva trasformazione della Georgia in uno degli Stati più competitivi del panorama elettorale americano.

Sposata con Derek W. Bottoms, un avvocato, è madre di quattro figli. La famiglia di Bottoms affonda le sue radici nella Georgia rurale: la stessa Bottoms ha ricordato che la propria genealogia può essere ricostruita per almeno cinque generazioni, fino a una piantagione nei pressi di Crawfordville, dove vissero i suoi antenati ridotti in schiavitù.

Dopo il diploma alla Frederick Douglass High School di Atlanta, ha studiato comunicazione alla Florida A&M University, conseguendo successivamente una laurea in giurisprudenza alla Georgia State University. Un passato da avvocatessa, occupandosi soprattutto di giustizia minorile, poi magistrato, prima di intraprendere la carriera politica.

La sua ascesa comincia nel 2009, quando viene eletta nel Consiglio comunale di Atlanta, in rappresentanza del Distretto 11, nell’area sudoccidentale della città. Poi, nel 2017, la scalata a sindaca, guidando Atlanta fino al gennaio 2022. Nel pieno della sua carriera politica Bottoms si trova a fronteggiare la pandemia di Covid-19 e le proteste esplose dopo l’uccisione di George Floyd.

Durante l’emergenza sanitaria, entra in conflitto con il governatore repubblicano Brian Kemp circa le restrizioni e l’obbligo di indossare le mascherine. Sul fronte dell’ordine pubblico, invece, la sua amministrazione venne attaccata per l’aumento dei tassi di criminalità violenta oltre che per la mala gestione delle proteste.

Sostenitrice di Joe Biden, era stata anche considerata come potenziale candidata alla vicepresidenza durante la sua campagna del 2020. Nel 2022 entra comunque alla Casa Bianca, ma come consigliera senior del presidente e direttrice dell’Office of Public Engagement, incarico attraverso il quale cura i rapporti dell’amministrazione con organizzazioni sociali, sindacati, imprese minoranze.

Tra le sue principali promesse elettorali, l’estensione del Medicaid a centinaia di migliaia di residenti, l’aumento del salario minimo statale a 15 dollari l’ora, maggiori retribuzioni per insegnanti, poliziotti e vigili del fuoco e l’abolizione dell’imposta statale sul reddito per gli insegnanti.

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