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Politica estera

La Germania si scuote: “Basta chinare la testa all’islamismo”

Il piano Merz: “È ora di reagire”. E punta a inasprire i controlli contro i giovani radicalizzati

Dolore Il cancelliere Merz a una messa per le vittime

Berlino Basta chinare la testa all’islamismo, è ora di reagire. È la voce della Germania che si risveglia dal sogno Multikulti dopo essere stata colpita al cuore dalla minaccia jihadista il 25 luglio con l’attentato a Berlino contro la parata Csd, festa dell’orgoglio Lgbtqia+. Un fallimento dello Stato, nuovamente non in grado di prevenire la minaccia nonostante l’attentatore Abdul Ballout, 21enne tedesco di origine libanese seguace dell’Isis, fosse noto da anni come pericoloso islamista.

Classificato ad alto rischio dalla polizia, il giovane che aveva tentato di unirsi allo Stato islamico in Siria era in libertà vigilata dopo una condanna a 22 mesi di carcere per preparazione di attentato. Da maggio, Ballout era a piede libero a condizione di recarsi una volta a settimana in polizia e di frequentare incontri per la deradicalizzazione. Un risultato «impossibile» da ottenere secondo Thomas Mücke, presidente del Vpn, associazione di Berlino che si occupa di deradicalizzare estremisti e avrebbe dovuto seguire Ballout. Come rivelato da Mücke, da incontri preliminari emergeva che l’islamista era «amichevole», non dava «alcun segno di minaccia concreta», ma non collaborava e non rispondeva alle domande sulla radicalizzazione raccontando «solo banalità». Il Vpn non avrebbe quindi seguito il caso. Nel frattempo, Ballout ha colpito ed è stato ucciso dalla polizia il 26 luglio.

Ora viene invocata una svolta contro l’islamismo, in particolare dai popolari. Nella Cdu del cancelliere Friedrich Merz, Johannes Winkel tuona che, «invece di difenderci e contrattaccare, ci rifiutiamo di ascoltare la dichiarazione di guerra» dell’islamismo contro l’Occidente. Dopo l’attentato di Berlino, «la politica non deve tornare all’ordine del giorno», ma reagire, per esempio sottraendo i soggetti pericolosi all’applicazione del diritto penale giovanile, grazie a cui Ballout ha ottenuto la libertà vigilata. Per Alexander Throm della Cdu, con gli islamisti «ogni decisione su detenzione, espulsione, carcerazione preventiva deve essere: nel dubbio, per la sicurezza». Per il presidente della Csu e primo ministro della Baviera, Markus Söder, la classificazione come pericoloso di chi ha la doppia cittadinanza deve comportare la revoca di quella tedesca. A queste voci di realismo risponde il coro di quanti in Germania come altrove si sperticano in tentativi post-coloniali di capire Ballout, fino a giustificarne di fatto l’attentato. Trova qui conferma l’antica massima: «A quelli che vuole rovinare, Dio prima toglie la ragione».

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