Il mondo dell’AI è in subbuglio e il dibattito è sempre meno uno scontro tra addetti ai lavori e sempre più una questione emergenziale.
1. Perché se ne parla?
La scintilla è arrivata dall’ex ricercatore Jacob Coxon, secondo cui l’IA potrebbe provocare l’estinzione umana entro il 2030. All’allarme ha fatto seguito una svolta dei principali leader del settore. A Dario Amodei di Anthropic, cui si sono accodati Sam Altman di OpenAI, Demis Hassabis di Google DeepMind ed Elon Musk, che hanno espresso la necessità di rallentare temporaneamente lo sviluppo.
2. Che modelli si sfidano?
La corsa coinvolge i modelli di frontiera più avanzati: Claude Fable 5.1 e Mythos 5.1 di Anthropic, GPT-6 Astra di OpenAI, Grok 4.6, Gemini 3.8 Flash, Muse Spark e i sistemi cinesi Kimi K3, Qwen 3.8-Max e DeepSeek V4.1. Non esiste una classifica assoluta: le prestazioni cambiano in base a ragionamento, programmazione, autonomia e velocità.
3. Quali rischi corrono gli esseri umani?
A preoccupare è soprattutto la capacità dei sistemi di svolgere autonomamente sequenze sempre più lunghe di operazioni. A questo si aggiunge il recursive self-improvement, cioè l’uso dell’IA per addestrare la successiva generazione di modelli, col rischio che il progresso superi la capacità umana di comprenderlo e controllarlo. Inoltre, le aziende lavorano allo sviluppo di intelligenze «World model», che apprendono per esperienza e condividono con tutte le IA connesse. Ma l’IA sta producendo effetti anche in altri ambiti, come il mercato del lavoro, con processi di automazione che costano posti di lavoro. Non solo. Diversi esperti temono che un uso massiccio dei sistemi atrofizzi capacità cognitive e senso critico.
4. Che cosa significa rallentare e chi dovrebbe vigilare?
L’idea sul tavolo è quella di una sorta di stop and go per consentire alla ricerca sulla sicurezza di tenere il passo, creando organismi di valutazione indipendenti e processi di certificazione per i nuovi modelli. Non è chiaro chi dovrebbe imporre queste regole.
5. Che ruolo hanno gli investimenti e la competizione con la Cina?
In questa grande contesa emergono due nodi: quello economico e quello geopolitico. Anthropic si prepara a una possibile quotazione e OpenAI considera un futuro ingresso in Borsa, mentre nel 2026 gli investimenti nel settore dovrebbero sfiorare i 600 miliardi di dollari. Pesa poi la competizione tra Stati Uniti e Cina con Trump che teme di perdere terreno e Pechino che non sembra intenzionata né a rallentare la corsa né ad accettare controlli e cooperazione.
