All’interno dello tsunami blu registrato questa notte alle midterm Usa, occorre analizzare un fenomeno nel fenomeno, ossia l’avanzata dei candidati socialisti. La campagna elettorale, già di per sé, aveva dato delle indicazioni su questo cambio di passo della politica americana: tendenzialmente millennial, con curriculum di alto profilo, si collocano come sfidanti progressisti non solo contro il Gop, ma fungono da pungolo all’ala conservatrice dem.
Darializa Avila Chevalier, 32 anni, ha vinto nel 13° distretto di New York. È uno dei volti più rappresentativi della nuova generazione socialista. Sostenuta da Zohran Mamdani e dai DSA, ha sconfitto alle primarie Adriano Espaillat, presidente del Congressional Hispanic Caucus, conquistando poi il seggio che comprende Upper Manhattan e parte del Bronx. Si occupa giustizia abitativa, diritti degli immigrati e opposizione alle politiche dell’ICE. La vittoria è significativa soprattutto perché ha estromesso un dirigente influente dell’establishment dem.
Claire Valdez, 37 anni, ha vinto nel 7° distretto di New York. Ha conquistato il seggio lasciato libero dalla democratica Nydia Velázquez. Nelle primarie aveva sconfitto Antonio Reynoso, presidente del borough di Brooklyn, ottenendo il sostegno politico del sindaco Mamdani. La sua candidatura si è distinta per l’attenzione ai lavoratori, alla crisi degli alloggi e ai servizi pubblici. La vittoria nel distretto che comprende Brooklyn e Queens conferma la capacità dei DSA di capitalizzare l’organizzazione territoriale in rappresentanza.
Melat Kiros, 29 anni, ha vinto nel 1° distretto del Colorado. Protagonista di una delle sorprese più importanti delle primarie democratiche, ha sconfitto Diana DeGette, in carica da quindici mandati e membro del Congressional Progressive Caucus. La sua vittoria nell’area di Denver ha dimostrato che la sfida socialista non si limita a New York e al fenomeno Mamdani. Sostenuta dai DSA, Kiros ha fatto leva sul malcontento economico e sulla richiesta di rinnovamento della rappresentanza democratica.
Nel 13° distretto del Michigan troviamo Donavan McKinney, 34 anni. Cresciuto a Detroit si è laureato all’Università del Michigan nel 2014, dedicandosi successivamente all’organizzazione politica e al servizio pubblico. Già deputato statale, ha sconfitto nelle primarie il parlamentare uscente Shri Thanedar, sostenuto da Hakeem Jeffries. Ottenuti gli endorsement di Bernie Sanders e Rashida Tlaib, propone sanità universale, tassazione dei grandi patrimoni, investimenti nelle scuole pubbliche e interruzione degli aiuti militari a Israele.
Nel 3° distretto della Pennsylvania vince Chris Rabb, il più anziano dei cinque. Il cinquantaseienne laureato a Yale è uno dei nuovi eletti socialisti con maggiore esperienza istituzionale. Deputato statale dal 2016, ha lavorato in precedenza per la senatrice Carol Moseley Braun. Si definisce apertamente socialista democratico e sostiene il Medicare for All, il reddito di base universale e il potenziamento dei servizi pubblici.
Riconfermata, come previsto, Alexandria Ocasio-Cortez ( New York, 14° distretto). Eletta per la prima volta nel 2018, è diventata il simbolo nazionale della sinistra socialista democratica. Ora le toccherà sciogliere la prognosi in vista del 2028. Assieme a lei, promossa Rashida Tlaib (Michigan, 12° distretto). Figura di riferimento della sinistra congressuale e prima donna palestinese-americana eletta al Congresso, è tra le principali sostenitrici della causa palestinese e della critica agli aiuti militari statunitensi a Israele.
In questa carrellata di progressisti può inserirsi a ragion veduta anche Abdul El-Sayed, ex responsabile della sanità pubblica di Detroit, vincitore al Senato per il Michigan. Non si definisce un socialista, tantomeno è scritto all’omonimo partito, ma appartiene di certo all’ala progressista e populista dem, sostenuta da Bernie Sanders e Ocasio-Cortez. Dopo aver sconfitto alle primarie Haley Stevens, candidata dell’establishment, ha affrontato il repubblicano Mike Rogers, fronteggiando l’endorsement repubblicano di Stevens dell’ultimo minuto. Il suo programma comprende Medicare for All, tassazione dei grandi patrimoni e stop agli aiuti militari a Israele.
