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Politica estera

Non è solo Vance contro Rubio. La carta rosa per il dopo Donald

Il vicepresidente e il segretario di Stato in pole, ma tornano in pista anche Cruz e DeSantis. Pronta Britt, la Ocasio-Cortez di destra: radicale quanto basta per scaldare il partito e dare continuità

(FILES) (L/R) US President Donald Trump speaks with Vice President JD Vance during the funeral service for US Senator Lindsey Graham at the Washington National Cathedral in Washington, DC, on July 28, 2026. US Vice President JD Vance said on November 4, 2026, that the Iran war had doomed Republicans in the midterm elections, moving to distance himself from the unpopular conflict ahead of a possible 2028 White House run. "The reason we lost is the war. The president himself said so last night," Vance said in a lengthy post on X -- apparently referring to President Donald Trump's remarks that the Iran war was "part of it" but that it was still justified. The Democratic wave in Tuesday's midterms has raised major questions over Vance's previous status as the frontrunner for the Republican nomination in the 2028 presidential election. He has not yet formally declared that he will run. (Photo by Alex WROBLEWSKI / AFP)

Il Partito Repubblicano ha bisogno di idee, ma anche di volti nuovi. La sconfitta elettorale alle midterm ha aperto la grande discussione sul post Donald Trump. Al momento la linea di successione passa da JD Vance e Marco Rubio, ma in realtà la panchina potrebbe essere più lunga di quanto si pensi.C’è una prima fascia di pretendenti che già in passato si erano affacciati alla corsa presidenziale, come il senatore texano Ted Cruz. Nel 2016 era stato sbriciolato da Trump, ma negli anni si è dimostrato tanto fedele al tycoon quanto autonomo. Tra due anni potrebbe tornare in gioco e infatti da un paio di giorni lancia invettive contro i colleghi, colpevoli di non aver fatto abbastanza per evitare lo tsunami blu.Altro esponente sul piede di guerra è Ron DeSantis. Nel 2024 aveva provato a sfidare Trump, ma la sua candidatura era implosa quasi subito. Le sue quotazioni ora potrebbero risalire grazie alla sua Florida, uno dei pochi grandi bastioni repubblicani capaci di resistere all’onda blu. Negli ultimi due anni si è allontanato da Trump senza però rompere e alle midterm si è defilato.Una strategia d’attesa che sa di candidatura, anche se per ora si limita a dire di non averci ancora pensato.Altro nome caldo è quello di Nikki Haley, che due anni fa per un po’ aveva tenuto testa a Trump durante le primarie. L’ex governatrice del Sud Carolina potrebbe rappresentare il vecchio conservatorismo che negli ultimi anni ha sofferto la deviazione MAGA.Lei stessa, analizzando le midterm, ha accusato Trump di aver snaturato il Gop. Quasi speculare potrebbe essere la candidatura di Glenn Youngkin, ex governatore della Virginia, capace di vincere le elezioni in uno Stato di fatto blu nel 2021.C’è però un dato politico: molti di questi nomi potrebbero non scaldare gli elettori. Per questo potrebbe essere necessario trovare qualcuno di nuovo e fresco. La soluzione potrebbe arrivare dal Sud, dall’Alabama. Si tratta di Katie Britt. Nata a Enterprise, ha 44 anni ed è diventata la prima donna eletta senatrice per il Cotton State nel 2022 grazie all’endorsement di Donald Trump. Si fa notare nel marzo del 2024, quando viene scelta per tenere il discorso di risposta allo Stato dell’Unione pronunciato da Joe Biden. Un momento di celebrità che infiamma anche gli elettori repubblicani, tanto che per qualche settimana si rincorrono le voci su una sua possibile candidatura alla vicepresidenza.Il suo profilo è molto vicino a quello dei repubblicani del Sud. Pro-life convinta in tema di diritti riproduttivi, è una sostenitrice del bando della teoria critica della razza nelle scuole come pure del diritto a possedere delle armi da fuoco e, in materia di immigrazione, oltre alla stretta sugli ingressi, si è allineata a Trump sulla restrizione della cittadinanza per diritto di nascita.Ma Britt non è una semplice creatura del mondo MAGA. Ha lavorato per Richard Shelby, storico esponente dell’establishment repubblicano, e ha guidato la lobby degli industriali dell’Alabama. Una doppia anima che le ha permesso di costruire rapporti anche con i democratici. Non a caso, a settembre il Time l’ha inserita tra le personalità emergenti più influenti del 2026.Un curriculum da anti-Alexandria Ocasio-Cortez che potrebbe aprirle le porte delle primarie: abbastanza vicina a Trump da parlare al mondo MAGA, abbastanza giovane da incarnare un ricambio generazionale. Ma la sfida del 2028, per lei come per gli altri, sarà proprio questa: convincere i repubblicani che il dopo Trump possa cominciare senza rompere con il trumpismo.

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