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Politica estera

“Porteranno ai limiti la sua autorità”: così la Casa Bianca intende salvare l’agenda di Trump dopo la sconfitta alle midterm

L’amministrazione Trump avrebbe già ideato un piano per non far deragliare il programma del tycoon

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Lo tsunami blu provocato dai risultati delle elezioni di midterm, ormai più che confermato, segnano l’inizio della fine della presidenza Trump e di un’era per il partito repubblicano modellato dal tycoon e plasmato a sua somiglianza sin dalla sua discesa in politica poco più di dieci anni fa. Attenzione però a confondere la fase calante dell’amministrazione guidata da The Donald con l’avvio da parte dell’attuale inquilino della Casa Bianca di una transizione da anatra zoppa. A confermarlo è il post pubblicato poco fa dal commander in chief sul suo social Truth che raffigura un cappellino rosso con la scritta “Veto”. Un messaggio che chiarisce una volta per tutte che le iniziative legislative dei democratici si scontreranno con i poteri assegnati al capo dell’esecutivo americano.

Il piano segreto della Casa Bianca per aggirare il Congresso

Che il presidente possa trasformarsi in un gorilla incattivito, come pronosticato nei mesi scorsi dall’Economist, lo dimostrano le indiscrezioni rivelate dalla Reuters pochi giorni fa, alla vigilia delle elezioni di midterm, quando i sondaggi registravano già preoccupanti indici di gradimento per i repubblicani e al 1600 di Pennsylvania Avenue ci si cominciava a preparare al peggio. Stando infatti all’agenzia di stampa, la Casa Bianca avrebbe predisposto un piano segreto per impedire il deragliamento dell’agenda politica del tycoon in caso, come appena verificatosi, di una sconfitta dei candidati del Gop alle consultazioni di metà mandato.

Il piano in questione sarebbe stato predisposto a partire da aprile da alti funzionari dell’amministrazione Trump, inclusi il potente vice capo di gabinetto Stephen Miller e il direttore del budget Russel Vought, per fare in modo che il leader Usa continui a far passare le sue leggi senza richiedere l’approvazione da parte del Congresso. Le azioni esecutive a cui avrebbe pensato la squadra repubblicana e che aggirerebbero le forche di Capitol Hill riguarderebbero l’immigrazione, i dazi, i costi degli alloggi e la spesa federale.

I poteri di Trump e il paradosso della vittoria democratica

Una fonte dello scoop pubblicato da Reuters, un funzionario della Casa Bianca, ha dichiarato che il consigliere del presidente Will Scharf e il suo team stanno valutando “cosa Trump può fare da solo legalmente, sin dove potrebbe spingere i limiti della sua autorità e come difendere tali decisioni in tribunale”. La pianificazione, sottolinea l’agenzia, mette in luce il paradosso di un partito, quello democratico, che conquistando il Congresso e acquisendo il potere di indagare sul presidente, di bloccare le leggi e di limitare le sue priorità di spesa dovrà però comunque tenere conto degli ampi poteri esecutivi che rimarranno prerogativa del tycoon in materia di commercio, burocrazia federale e politica estera. Trump, che sarebbe al corrente del piano, si appresta insomma a mostrare all’opposizione come il titolo di anatra zoppa che viene attribuito al presidente il cui partito a metà del suo mandato perde il controllo di Capitol Hill, non gli si addice per niente.

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